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AUDERO Emilio Mulyadi

Dati biografici

NomeAudero Emilio Mulyadi
Nato18/01/1997 (Indonesia)
NazionalitàItalo-indonesiana
Altezza190 cm
Peso83 kg
SquadraJuventus
RuoloPortiere

Carriera

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Audero Emilio Mulyadi

Commento di Bologna-Juventus 1-2

Pubblicato Sabato 27/05/2017

Esordio per i giovane portiere indonesiano (il successo di Donnaruma sta creando un effetto imitazione nelle squadre italiane....).

Nel primo tempo fa quello che fa Buffon. Non sembra giocare molto alto come tanti altri giovani portieri nonostante la pressione in questo senso di moltissimi allenatori delle giovanili e tutto sommato fa bene.

Nel secondo tempo il gol che risulta molto istruttivo: Taider più o meno dal vertice dell'area alla destra di Audero rientra sul destro e calcia molto bene a giro insaccando. Il tiro è oggettivamente difficile ma analizziamo il gesto di Audero per cercare di capire qual'è il gesto più efficace in questa situazione. Vediamo che il giovane portiere indonesiano incrocia i passi e poi effettua un tuffo senza elevare il baricentro finendo ben oltre il palo alla sua sinistra. Perchè non ci è arrivato e perchè non è riuscito ad imprimere la spinta necessaria durante il volo? Qual'è il problema?

1) La palla era lontana, potrà dire qualcuno. Ebbene, la palla - lo abbiamo detto - era difficile, ma non è la distanza il vero problema. Vediamo infatti che Audero dopo il tuffo finisce fuori dalla porta, e quindi molto oltre la palla.

2) Non ha avuto il tempo, dirà qualcun altro. E' vero. Non ha avuto tempo nè di arrivare "a tempo" sul pallone, nè di ottenere quella spinta esplosiva in volo che i portieri giovani sicuramente hanno più facilmente nelle loro corde. Ma perchè non ha avuto il tempo? Guardate pure le immagini. Audero incrocia i passi toccando terra tre volte, quando si trova a spingere con il piede sinistro la palla sta quasi già entrando per cui non ha il tempo di "caricare" il tuffo. La conseguenza è un tuffo laterale, con il baricentro basso - che impedisce di arrivare sui palloni alti e angolati - e in ritardo. 

Quindi: Audero dimostra di arrivare a coprire la distanza dal punto in cui si trova e la palla ma il problema è che ci arriva in ritardo. La spinta per lo stacco, a questo punto, è necessariamente fatta in modo troppo veloce, non consentendo il caricamento per effettuare un volo diretto verso l'alto. La responsabilità del mancato "tentativo" di intervento nei tempi giusti è dunque a causa dell'incrocio. Secondo il suo allenatore Filippi, nel recente articolo in cui ha finalmente chiarito che il tuffo in attacco palla va utilizzato solo in alcune occasioni e non deve essere una regola, ha anche sostenuto che l'atto di incrociare i passi  è un gesto più lento di un passo accostato. Noi ampliamo il discorso aggiungendo che il passo accostato (possibilmente "con due soli appoggi", nel caso di Audero destro sinistro) consente di dosare l'ampiezza del passo (se il portiere ha meno tempo sarà più breve, se il portiere ha più tempo sarà più lungo) evitando come in questo caso che, per tornare sul passo di spinta giusto il portiere si trovi in ritardo sul tuffo e lo effettui quando la palla è già passata. Il gesto in ritardo comporta anche l'impossibilità di caricare in maniera massimale la spinta per il tuffo. Da ultimo, osservate con attenzione quanto spazio effettivo guadagna il portiere incrociando i passi che - effettuati in rapidità - risultano molto brevi: siamo sicuri che con un passo accostato non sarebbe riuscito a guadagnare più spazio, oltre che tempo?

Su una seconda punizione sul suo palo finita fuori ritroviamo una spinta con baricentro che è rimasto basso e una ricaduta laterale sulla spalla, tipica della cosiddetta (da noi definita) "impostazione giovanile".

Da rivedere. 


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