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Il commentoPubblicato Martedì 22/08/2017

UN’ALTRA STAGIONE AL VIA!

Inizia un’altra stagione e siamo ancora qui a commentare le gesta dei nostri portieri con voi.

Quest’anno finalmente abbiamo un po’ di novità grazie a nuove squadre che si sono affacciate in serie A e a parecchie facce nuove tra i numeri uno.

La prima cosa che salta all’occhio è l’effetto moda. Così come il tennis è uno sport in decaduta in Italia perché non ci sono grandi campioni da parecchi anni, così come grazie a Tomba l’interesse per lo sci si alzò decisamente, allo stesso modo grazie all’effetto Donnarumma vediamo che molte squadre hanno deciso di puntare sui portieri giovani sperando di trovare il jolly.

Scuffet, Cragno, Meret, solo per citarne alcuni, dovranno lottare per emergere e dimostrare di poter restare ai massimi livelli. Altri dovranno confermare quanto di buono fatto vedere in passato, come Belec, ed altri ancora sono in cerca di riscatto (Sportiello).

E qui nasce il problema. Abbiamo verificato in questi anni come i portieri giovani riescono a giocare solitamente solo nelle squadre che lottano per la salvezza. E quindi, proprio nel momento in cui avrebbero bisogno di serenità per prendere coscienza delle proprie capacità e per aumentare la propria autostima si ritrovano spesso nell’occhio del ciclone, dove una minima incertezza determina la sconfitta della propria squadra. La “competenza” dei giornalisti sportivi, incapaci di analizzare situazioni e concause e maestri nel convogliare le colpe verso i portieri, determinerà le difficoltà che presumibilmente questi ragazzi dovranno affrontare.

Oggi un portiere non si giudica dalle potenzialità tecniche, dalle capacità di leggere le situazioni e dalla personalità che mette in mostra durante gli allenamenti e che quindi dovrebbe determinare il fatto di puntare o meno su di lui. Purtroppo il portiere lo si giudica solo dagli episodi. Se un portiere ha la sfortuna di fare un errore nella prima partita è immediatamente bollato senza tener conto del fatto che egli è stato probabilmente scelto perché ha dimostrato in allenamento di avere delle qualità magari superiori al secondo o il terzo portiere. Gli allenatori subiscono le pressioni dei tifosi, dei giornalisti e quindi in breve lo mettono in panchina. Allo stesso modo il portiere che subentra, magari con meno capacità e potenzialità, ha magari la fortuna di fare una buona partita, riuscendo così a mantenere la titolarità anche se alla lunga potrà dare meno dell’altro portiere.

Nei campionati scorsi abbiamo assistito spesso a situazioni del genere. Oggi il calcio è così e un esempio lampante  sono le critiche che ogni tanto si sentono su Donnarumma.  Ma il vero nocciolo della questione è un altro:

Sono sufficienti uno o due errori per avere dei dubbi sulle potenzialità di questo portiere? Si può manifestare dubbi sul suo strapotere fisico e tecnico? Basta un’incertezza per far dimenticare la qualità degli interventi mostrati in 30 partite? E siamo stati in grado di valutare l’indice di difficoltà delle parate che effettua da quando è titolare nel Milan? E del fatto che a 18 anni ha la serenità di uno di 30 anni ne vogliamo parlare? E il valore aggiunto che egli potrà dare nei prossimi anni, con l’esperienza che maturerà, lo vogliamo sacrificare magari perché all’Europeo ha preso due gol un po’ così?

Queste sono le domande che ogni allenatore, ogni giornalista e ogni tifoso si dovrebbe fare quando un proprio giocatore fa un errore.

Nel caso specifico – e qui speriamo di sbagliarci - il problema è che Donnarumma è una grande eccezione alla normalità. Noi abbiamo verificato negli anni scorsi che nelle squadre che lottano per la salvezza l’esperienza di un portiere fa spesso la differenza, però tifiamo per i giovani portieri.

Speriamo quindi che finalmente vengano fuori altri giovani portieri, che riescano a farsi le ossa senza essere messi dal primo errore sulla graticola, e (dimenticando tutte quelle paranoie di attacco alla palla, di tuffi lineari perché il portiere non deve essere spettacolare ma concreto -come se una cosa escludesse l’altra-, della spasmodica ricerca del portiere dai piedi eccezionali per essere in superiorità numerica dentro la propria area - no comment…-) che finalmente torni quella grande scuola italiana che negli ultimi 15 anni si è completamente perduta.

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