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Donnarumma: è cambiato il vento?

Il commentoPubblicato Lunedì 24/10/2016

Donnarumma: è cambiato il vento?

E’ cambiato il vento.

Approfittiamo del volo nell’angolino alto all’ultimo secondo di Donnarumma che ha regalato i tre punti al Milan contro la Juventus, degli abbracci e delle manifestazioni di affetto dei compagni subito dopo.

Non è emozionante?

Ebbene sì, ma noi diciamo di più: Donnarumma è il primo portiere che torna ad emozionare dopo tanti e tanti anni.

Ma andiamo con ordine: negli ultimi quindici anni si è deciso che il portiere deve attaccare la palla, non deve essere spettacolare ma solo concreto, e deve saper giocare con i piedi come Pirlo. E infatti questa è stata la tendenza dei portieri degli ultimi anni, soprattutto (ma non solo) in Italia. Gli esempi che solitamente si fanno sono il classico Neuer, i portieri del Barcellona o addirittura i portieri olandesi come Cillessen.

Ora non discutiamo sul valore di ognuno né ci mettiamo a litigare su chi è più forte e chi no (questo lo lasciamo ad altri siti…): andiamo a vedere su Youtube le immagini dedicate alle migliori parate di questi portieri. Se andiamo a vedere Ter Stegen vediamo quasi l’intero video di sola “gestione podalica”, come si dice oggi; se andiamo a vedere Neuer, oltre alle uscite con i piedi, la maggior parte delle parate sono sul breve, in leva gamba o in uscite più o meno a croce.

Ora chi ha voglia vada invece a vedere le immagini dei portieri nostrani di qualche anno fa. Andiamo a vedere anche quelli considerati non certo tra i più forti dei loro tempi: andiamo a vedere Tacconi, Zenga, Pazzagli, Fontana, Ferron, Sereni, ma addirittura lo stesso Zoff, o ad esempio pure Garella (che non è vero che parava solo con i piedi!!), per fare solo qualche nome.

Signori, questi portieri paravano in un modo diverso ed esaltavano  tifosi, compagni e ragazzini che sognavano di emularli.

E, badate bene, d’accordo il calcio è cambiato, i palloni ecc ecc, ma un tiro nel sette è un tiro nel sette sia negli anni 90 che nel 2016….

Oggi ci domandiamo perché in Italia c’è una crisi nel ruolo del portiere. Perché i giovani non vogliono più fare il portiere. Ebbene, secondo i canoni di oggi un giovane che vuol fare il portiere dovrebbe trovare le motivazioni per esaltarsi per una uscita a croce o per una giocata podalica. Ma, proviamo a pensarci, è plausibile per un aspirante portiere sognare di fare un’uscita a croce o giocar bene con i piedi?  

E qui entra in gioco Donnarumma.

Viene indicato come un predestinato. E’ vero, ha un gran fisico, ha la tranquillità di un trentenne e sa anche giocare bene con i piedi (non date retta a chi dice il contrario); ma non basta, lui ha un’altra dote: “para”.

Para palloni lontani, alti e angolati, in volo come non si vedeva più, come altri non riescono più a fare,  come tutta la teoria dell’attacco alla palla ha fatto dimenticare (ogni tanto a dir la verità capita di vedere tali gestualità "atletico/esplosive" ancora in alcuni portieri,perlopiù francesi). Va a raggiungere palloni che altri non raggiungono più, che non sono più abituati ad andare a cercare.

E, fate attenzione, a chi dice che è un gesto istintivo,non ripetibile,  una sua caratteristica perché lui ha queste doti naturali, andate a vedere il terzo portiere del Milan, Plizzardi. Notate qulcosa di similare?  Noi molto...

Ciò vuol dire che dietro c’è un lavoro che si può fare con i portieri, dar loro delle direttive ed insegnamenti acrobatici, tecnici e mentali che gli consentano non solo di arrivare in reattività sulle palle vicine, ma anche sulle palle lontane.Tanto di cappello a Magni (anche se non condividiamo appieno la sua teoria del doppio impulso, ma ad onore del vero non la conosciamo nemmeno in modo approfondito, perciò non ci esprimiamo molto a riguardo. Per inciso, ci farebbe molto piacere conoscerla ed avere un confronto, imparando su quali concetti fondamentali si basi), che è l’artefice di una impostazione finalmente diversa da quella che ci avevano propinato da svariati anni a questa parte!  Il problema, se così vogliamo chiamarlo, ma chè è invero una "cura" vera e propria, è che questa impostazione risulta efficace e consente al portiere di arrivare dove con altre impostazioni non si arriva! Guardate le ricadute di Donnarumma: chi dice che sono sbagliate vorremmo ci dimostrasse il contrario e francamente non basterebbe un esempio... è, di fatto, l’unica maniera di ricadere senza farsi male dopo che si è sfruttata tutta la spinta in volo (e infatti possiamo mettere quasi la mano sul fuoco nel dire che Donnarumma non soffra di borsiti alle anche, solo un caso?)

Donnarumma è predestinato perché ha anche la fortuna (fortuna?) di fare parate come quelle contro la Juve all’ultimo secondo, ma è ritenuto l’erede di Buffon perché fa parate che gli altri portieri non fanno. Fa parate che esaltanole platee e scatenano l’immaginazione dei giovani che si apprestano a giocare a calcio nel ruolo di portiere, e a volte addiritura i giocatori di movimento!

Ed è proprio questo ciò di cui hanno bisogno i ragazzini. Finita l’era di Buffon ci vuole un altro portiere che faccia parate esaltanti, spettacolari e incredibili, in una parola che li faccia sognare. Sì, signori, sognare di volare!

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