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L'importanza di essere un personaggio

Il commentoPubblicato Domenica 07/12/2014

L’anno scorso, nell’intervista che abbiamo fatto a Toldo, abbiamo toccato alcuni argomenti interessanti fra i quali quello di cui vogliamo soffermarci oggi: l’importanza di essere un personaggio.

Essere personaggio ha la sua valenza nel fatto che il suo successo, testimoniato da pubblicità, apparizioni televisive e sponsorizzazioni, porterà i giovani a volerlo emulare, e quindi può contribuire a far nascere nei ragazzini la passione verso un certo sport o un certo ruolo: si pensi a Maradona, ad Alberto Tomba, a certi tennisti ma anche a certe pallavoliste.

Essere personaggio è qualcosa in più rispetto l’avere personalità, cosa che si intuisce certamente anche attraverso le immagini della tv ma che in realtà si manifesta in maniera evidente nel proprio gruppo sociale di appartenenza, nel caso specifico dei portieri nello spogliatoio.

I portieri che sono rimasti nella storia sono stati anche grandi personaggi, mentre possiamo ricordare tanti portieri molto bravi che però rimangono nella memoria un gradino sotto.

Parlando di portieri, partiamo dal grande Dino Zoff. In un’intervista televisiva veniva chiesto a Tardelli chi gestiva lo spogliatoio quando egli arrivò alla Juventus. Tardelli rispose Zoff e Furino. Quindi Zoff evidentemente manifestava grande personalità anche quando era ancora abbastanza giovane, ma la cosa curiosa è che egli è diventato "Personaggio" nonostante del personaggio non avesse alcuna caratteristica. Taciturno, serio e meticoloso fino all’eccesso, (racconta che limava personalmente i tacchetti di metallo perché avessero maggiore presa sui campi bagnati!) è uno dei pochi rimasto alla storia anche proprio per la totale dedizione al proprio ruolo. Dal punto di vista dei media è però stato veramente riconosciuto tale durante i Mondiali dell’82 quando fu lui in quanto capitano l’unico a poter parlare con i giornalisti durante il silenzio stampa, per finire con le foto che lo ritraevano a giocare a carte con il presidente della Repubblica. In quella occasione i giornalisti scoprirono che si trovavano di fronte un uomo in grado di argomentare, sostenere e ribattere con pacatezza ma anche grande forza agli attacchi dei giornalisti.

Andando avanti nel tempo ci troviamo nell’epoca dei grandi portieri italiani. Almeno quattro o cinque avrebbero potuto giocare tranquillamente in qualsiasi Nazionale mondiale. In Italia per una decina d’anni i due portieri convocati in Nazionale erano Zenga e Tacconi, ma giocò sempre Zenga. Tacconi era portiere estroverso e con grande personalità, e certamente non da meno di Zenga, ma Zenga era molto più personaggio.

Tra le varie squadre importanti italiane, l’Inter è quella che ha avuto nel tempo sempre grandi portieri. Oltre al già citato Zenga ricordiamo in sequenza Pagliuca, Toldo, Julio Cesar e oggi Handanovic. Ecco, Julio Cesar – che ha preso il posto di Toldo - è stato un grandissimo portiere. Però forse nel cuore degli interisti Toldo è rimasto di più perché era più personaggio…

Infine come non parlare di Gigi Buffon: personalità eccelsa ma sopratutto grande personaggio dentro e fuori dal campo che ha azzerato tutti gli altri portieri italiani negli ultimi quindici anni.

E ora?

Negli ultimi tre quattro anni abbiamo assistito ad un buon numero di giovani portieri che si sono affacciati nel massimo campionato. Alcuni si sono un po’ persi, altri stanno lottando ogni domenica per legittimarsi (anche perché spesso si trovano nelle squadre che lottano per non retrocedere).

Ma tra tutti quelli che vediamo oggi chi c’è che potrà diventare anche un "personaggio"? Fermo restando che il tempo alimenterà e confermerà le attitudini dell’uno e dell’altro, possiamo dire di vedere alcuni buoni portieri ma ancora nessuno che potrebbe ancora diventare realmente un personaggio.

Anzi no, qualcuno forse c’è, ed è Perin.

Rispetto i suoi colleghi – a dire la verità un po’ più giovani, come Bardi, Leali e qualcun’altro – è l’unico di cui la personalità è evidente, e forse anche l’aspetto fisico incide in qualche modo, con quella capigliatura così anomala nel mondo del calcio.

Noi l’abbiamo spesso criticato dal punto di vista tecnico, ma abbiamo anche evidenziato (ovviamente a nostro modo di vedere) alcuni miglioramenti nella tecnica di parata; inoltre ha avuto tre anni di tempo nei quali maturare (ricordiamo che nel Pescara Pellizzoli fece molto meglio di lui), ma è indubbio che rispetto gli altri portieri, al di là del lato tecnico, Perin sia più personaggio, sotto tutti i punt di vista.

E ciò lo si può notare anche analizzando la considerazione che i media hanno verso di lui, paragonandola per converso a quella di Sirigu, portiere già con grande esperienza internazionale ed attualmente secondo di Buffon in Nazionale.

Ebbene, nonostante l’uno sia solo un paio d’anni che sta facendo bene mentre l’altro, ancora giovane, sono già anni che gioca nel Psg con i più grandi campioni del calcio, quando si parla di erede di Buffon, si parla di Perin e non di Sirigu.

E non è poco.

Inoltre siccome Perin è già personaggio, facciamo pubblicità al suo collega Sirigù, che lo è un po' meno davanti ai riflettori ma si fa valere in campo...eccome... guardate!  https://www.youtube.com/watch?v=jrKkRTkYCfg 


 

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