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Il commento

10/12/2017

LUOGHI COMUNI E FALSI MITI: LA POSTURA DI ATTESA

LUOGHI COMUNI E FALSI MITI: LA POSTURA DI ATTESA Con il presente articolo vorremmo cominciare una sorta di “campagna” contro alcuni, tra i tanti,   luoghi comuni che incid...
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15/10/2017

UNA ANALISI STATISTICA SUI GOL SUBITI DA LONTANO

ANALISI STATISTICA DI LUCA QUEIROLO SUI GOL PRESI DA LONTANO Come abbiamo ripetuto più volte non siamo amanti delle statistiche. Sì, perché esse possono portare a deduzioni...
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L'intervista

28/01/2014

FABRIZIO LORIERI

INTERVISTA  A FABRIZIO LORIERI, PREPARATORE DEI PORTIERI DEL SASSUOLO.  E’ con noi il preparatore dei portieri del Sassuolo, Fabrizio Forieri, che molti ricorderanno, tra le alt...
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Tecnica del portiere

22/08/2017

TECNICA DEL PORTIERE: E’ il doppio impulso che conta? Vogliamo fare una piccola riflessione parlando di insegnamento della tecnica del portiere. Come è facile verificare, le idee d...
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Le vostre domande

21/01/2012

LE VOSTRE DOMANDE (18 risposte)

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LA RIVINCITA DEI SECONDI PORTIERI

Il commentoPubblicato Sabato 01/02/2014

Quest'anno abbiamo assistito ad una situazione anomala rispetto gli altri anni. Complice forse una certa carenza economica o trattative di mercato che non si sono chiuse nei modi sperati, alcuni portieri sinora non molto considerati hanno avuto la possibilità di giocare da titolari nella massima serie.

Prendiamo ad esempio Padelli, a causa della squalifica di Gillet, oppure Avramov, Neto, Frison ed anche Da Costa, se vogliamo. Sono tutti portieri che per una serie di circostanze si sono trovati a vestire la maglia di titolare senza che questo fosse nei programmi dei loro allenatori, avendo inoltre quel pizzico di fortuna di non avere una concorrenza interna temibile (altri portieri della rosa).

Be', se analizziamo le loro prestazioni, vediamo che hanno una storia abbastanza comune. Tutti quanti all'inizio hanno fatto qualche errore e sono anche stati messi in discussione, dai tifosi e dalla stampa, ma evidentemente per mancanza di alternative sono rimasti titolari. E allora? Piano piano, progressivamente, hanno preso sicurezza e autostima, e hanno cominciato a giocare bene con continuità, dimostrando di essere anche migliori di tanti altri portieri che invece sono arrivati in Italia come delle meteore, pur essendo magari titolari o nella rosa delle loro rispettive nazionali.

Ma come mai è successo questo? Per un motivo molto semplice. Perchè questi portieri hanno avuto il tempo di: giocare, fare qualche errore ma nonostante ciò poter rimanere titolari e quindi rimediare trovando una certa continuità. Come abbiamo sempre detto, il turn-over nei portieri non paga; il portiere è un ruolo particolare, dove la componente psicologica è importante. Inoltre, quei particolari, come l'intesa con i compagni della difesa, si trovano solamente con una certa continuità. Solo dopo un certo numero di partite portiere e difensori impareranno a conoscersi e ognuno di loro saprà quale potrà essere il comportamento dell'altro nelle varie situazioni, eliminando così le incertezze o i tentennamenti. Se vogliamo, possiamo aggiungere un'altra riflessione: Neto e Avramov sono tanti anni che sono in Italia, sarà contato qualcosa?

Un discorso simile può essere fatto anche con altri portieri, ad esempio Pegolo, venuto alla ribalta solamente dall'anno scorso, e Curci. Quest'ultimo in particolare, dopo una metà di campionato l'anno scorso con buoni rendimenti, e un inizio analogo quest'anno, è incappato in tre quattro giornate veramente disastrose. Probabilmente sarebbe stato sostituito con Stojanovic (il secondo portiere) ma, causa un infortunio alla mano di quest'ultimo, ha continuato a giocare. Ebbene, ha superato quella fase ed è tornato sui suoi livelli normali.

Purtroppo oggi il calcio è spettacolo, e stampa e tifosi vogliono tutto e subito. Tutto questo non dà ai giovani portieri il tempo di iniziare a poter giocare con tranquillità, perchè sanno che al primo errore si bruciano la carriera. Ecco, almeno nelle giovanili noi consigliamo un approccio diverso. Quando si vogliono far giocare entrambi i portieri, piuttosto che una partita a testa, è meglio garantire loro ad esempio tre partite consecutive per uno. Sapendo sin dall'inizio che comunque giocheranno un certo numero di partite, saranno più tranquilli perchè non dovranno dimostrare tutto in una sola partita, e potranno avere il modo e il tempo di rimediare anche ad un eventuale errore. Così facendo, a nostro modo di vedere, contribuiremo a dar loro autostima, fiducia e crescita psicologica.    

 

  

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