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Il METODO VOTIPORTIERISERIEA

11/03/2018

IL METODO

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La tecnica

17/06/2018

PORTIERI ALL’ATTACCO PALLA: VI RACCONTIAMO COME E’ ANDATA…

PORTIERI ALL’ATTACCO PALLA: VI RACCONTIAMO COME E’ ANDATA… Come voi che ci seguite sapete bene, la nostra visione è piuttosto diversa da quella che oggi viene definita...
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28/11/2018

ANCORA CON LA SCUOLA ITALIANA DEI PORTIERI?

ANCORA CON LA SCUOLA ITALIANA DEI PORTIERI? MA NON FATECI RIDERE… Avvertenze: la lettura di questo articolo prevede il tempo di almeno mezz’ora, se lo si legge superficialmente sen...
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Il commento

14/06/2018

VOTIPORTIERISERIEA CHIUDE (ABBIAMO FALLITO)

VOTIPORTIERISERIEA CHIUDE (O QUASI): ABBIAMO FALLITO! Ebbene sì, signori. Abbiamo fallito nel nostro intento. Otto anni fa c’era qualcosa che non ci tornava nell’impostaz...
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L'intervista

28/01/2014

FABRIZIO LORIERI

INTERVISTA  A FABRIZIO LORIERI, PREPARATORE DEI PORTIERI DEL SASSUOLO.  E’ con noi il preparatore dei portieri del Sassuolo, Fabrizio Forieri, che molti ricorderanno, tra le alt...
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Le vostre domande

21/01/2012

LE VOSTRE DOMANDE (18 risposte)

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Portiere d’esperienza o portiere giovane?

Il commentoPubblicato Martedì 13/01/2015

Portiere d’esperienza o portiere giovane?

Questa volta vogliamo fare qualche riflessione su un argomento controverso sul quale anche noi non abbiamo le idee chiare: l’importanza di avere un portiere con esperienza.

Se facciamo un excursus storico, potremmo dire che fino agli anni 90 si sosteneva un po’ in tutte le categorie che per essere ben costruita una squadra doveva avere uno “scheletro” composto da giocatori esperti e affidabili, attorno ai quali far girare attorno i giovani. Per intenderci, lo scheletro della squadra era formato dalla linea centrale: portiere-centrale difensivo-centrocampista-punta. Questi erano gli uomini che dettavano i tempi, che davano indicazioni, e che facevano crescere i giovani.

Dopo la metà degli anni 90 e sino ad ora, con  la “rivoluzione” di Sacchi, il portiere sembra cominciare a perdere la sua importanza. Non per nulla la cosiddetta scuola italiana dei portieri perde smalto, e con il ritiro degli ultimi mostri sacri (Peruzzi, Pagliuca, Toldo ecc.) rimane tutt’ora solamente l’ultimo baluardo, che in verità sembra più un’eccezione che una regola, Buffon.

Dal 2000 in poi il portiere sembra aver perso ogni importanza. In Italia si pesca a piene mani all’estero, andando a sondare e importando portieri di scuola sudamericana, brasiliana e argentina, che mai prima di allora erano stati presi in considerazione. Il dato drammatico, per noi, è che il portiere ormai sembra un ruolo fungibile, nel quale alternare allegramente più portieri in modo da provarli tutti sperando di trovare il jolly. Il risultato è stato che per alcuni anni portieri italiani di media caratura improvvisamente erano diventati quelli più affidabili nonostante un’età anagrafica al limite (ricordate Ballotta con la Lazio che esordì in Champions oltre i 40 anni, Fontana, classe 67, con il Palermo che al termine della stagione 2006/2007 è stato proclamato miglior portiere dell'annata in serie A, o  anche lo stesso Antonioli?), mentre il resto del panorama veniva occupato da portieri stranieri.
Sul fronte dei giovani, lo scenario risultava invece drammaticamente deserto.

Negli ultimi anni ci si è forse resi conto del decadimento della scuola dei portieri italiana, e più o meno consciamente – o grazie a taluni procuratori - si è deciso di provare a puntare su alcuni giovani che sembravano interessanti.

Il problema è che i giovani portieri vengono solitamente fatti crescere nelle squadre in lotta per non retrocedere, cosa che non aiuta affatto un portiere che qualche errore lo farà per forza…

Vediamo un po’ la situazione oggi, prendendo la classifica e partendo dal basso.

Parma:  Mirante, classe 1983. E’ l’unico portiere maturo tra le squadre in lotta per non retrocedere. Fagocitato dall’andamento negativo della squadra, quest’anno ha compiuto alcuni errori o imprecisioni, tanto che gli sono costati qualche turno di riposo. Al suo posto è stato fatto debuttare Jacobucci, 23 anni, solo il tempo di far tornare l’autostima a Mirante. Jacobucci non ha lasciato il segno e tempo qualche partita è tornato Mirante, rinfrancato dalla riposo forzato (in qualche caso è utile).

Cesena: Leali (93) fa quello che può, effettuando buone prestazioni alternandole con qualche svista. Qualche problemino sulle palle alte. Non sembra però – ovvio, data l’età – portiere di peso, che possa guidare o dare sicurezza alla difesa. Il Cesena è penultimo.

Cagliari: il giovane Cragno, che è addirittura del 1994, ha avuto piena fiducia di Zeman. A noi non dispiaceva, e tutto sommato non ha fatto grandissimi errori, ma neanche partite rimaste nella storia. Fatto sta che è stato deciso di passare a un portiere esperto, Brkic (86), acquistandolo nel mercato di dicembre.

Atalanta: in porta il giovane Sportiello di anni 22. Un po’ macchinoso, però tutto sommato non ha fatto grossi errori e nel contempo ha fatto alcune partite importanti. Comunque l’Atalanta, passando da Consigli (87) a Sportiello (sia chiaro, non è questo il motivo), è quart’ultima dopo tanti campionati di metà classifica.

Chievo: gli è stato prestato Bardi che, anche se è del 1992, non era un esordiente in serie A. A metà girone di andata è stato tolto dalla naftalina il trentasettenne Bizzarri che, a nostra memori,a non ha mai avuto la fiducia da titolare inamovibile. I numeri dicono però che da quando gioca l’argentino, il Chievo ha ricominciato a fare risultati. Bardi alla ricerca della terza opportunità.

Verona: a inizio anno, causa infortunio al trentaduenne Rafael, è stato provato Gollini, che è il più giovane di tutti quelli elencati essendo classe 95. Dopo tre partite è tornato Rafael ed ora, per dissapori con la società, è stato promosso titolare il più navigato Benussi (81). Difficile che Gollini abbia altre opportunità per quest’anno.

Empoli: anche l’Empoli ha alternato i vari giovani portieri a causa delle prestazioni insoddisfacenti degli stessi. Dopo il purgatorio è tornato Sepe (1991) che ha ripreso coraggio e ha fatto alcune prestazioni finalmente positive. Ma quanta fatica.

Da qui in su l’unico portiere ancora giovane è Perin che è del 1992.

Chi ha fatto altre scelte è stato l’allora più giovane Sirigu (a dire il vero ancora abbastanza giovane, classe 87) che ha acquisito esperienza e credibilità nientemeno che in una delle squadre più forti d’Europa. Un’ultima anomalia è stata quella di Scuffet, che lo scorso anno esordì in Serie A non ancora maggiorenne. l’Udinese si trovava ad avere Brkic, Karnezis (85) e Scuffet (96). Tra tutti, quest’ultimo è l’unico che  non ha mai giocato quest’anno.

Nelle varie interviste che abbiamo seguito, ne ricordiamo una di Luciano “giaguaro” Castellini il quale sosteneva giustamente che se un portiere era buono doveva giocare anche se era giovane. Noi siamo a livello teorico totalmente d’accordo, ma ci chiediamo se sia effettivamente così, e se in Italia stiamo ancora sbagliando qualcosa…

I numeri ci raccontano infatti un’altra storia.

 

 

 

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