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Il METODO VOTIPORTIERISERIEA

11/03/2018

IL METODO

IL METODO DI VOTIPORTIERISERIEA In vendita il metodo del fondatore ed autore di questo sito, Stefano Cordoni, per gettare le basi di impostazione del tuffo del portiere di calcio Calzetti&a...
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La tecnica

17/06/2018

PORTIERI ALL’ATTACCO PALLA: VI RACCONTIAMO COME E’ ANDATA…

PORTIERI ALL’ATTACCO PALLA: VI RACCONTIAMO COME E’ ANDATA… Come voi che ci seguite sapete bene, la nostra visione è piuttosto diversa da quella che oggi viene definita...
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Varie

28/11/2018

ANCORA CON LA SCUOLA ITALIANA DEI PORTIERI?

ANCORA CON LA SCUOLA ITALIANA DEI PORTIERI? MA NON FATECI RIDERE… Avvertenze: la lettura di questo articolo prevede il tempo di almeno mezz’ora, se lo si legge superficialmente sen...
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Il commento

14/06/2018

VOTIPORTIERISERIEA CHIUDE (ABBIAMO FALLITO)

VOTIPORTIERISERIEA CHIUDE (O QUASI): ABBIAMO FALLITO! Ebbene sì, signori. Abbiamo fallito nel nostro intento. Otto anni fa c’era qualcosa che non ci tornava nell’impostaz...
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L'intervista

28/01/2014

FABRIZIO LORIERI

INTERVISTA  A FABRIZIO LORIERI, PREPARATORE DEI PORTIERI DEL SASSUOLO.  E’ con noi il preparatore dei portieri del Sassuolo, Fabrizio Forieri, che molti ricorderanno, tra le alt...
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Le vostre domande

21/01/2012

LE VOSTRE DOMANDE (18 risposte)

nr.18 risposte             Gli utenti che ci invieranno domande di interesse generale troveranno risposta in questa rubrica. 18) Ant...
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ALBERTO FONTANA

L'intervistaPubblicato Mercoledì 26/09/2012

Inauguriamo la nuova stagione sportiva con un' intervista ad Alberto "Jimmy" Fontana, soprannominato dai tifosi il "Nonno volante" (chissà poi perché…). Fontana ha iniziato la sua carriera tra le file del Cesena, per poi continuare tra Bari, Atalanta, Napoli, Inter, Chievo, ed infine Palermo.

Innanzitutto oggi cosa fa Alberto Fontana?
Mi dedico alla famiglia e ai miei due bimbi piccoli, chiaramente spalleggiato dalla mia compagna Daria. Inoltre aiuto mia sorella, la quale sta allestendo un hotel.
 
Più nessun contatto con il "calcio che conta"?
Diciamo che qualche volta ricevo telefonate da presidenti di serie A che mi chiedono pareri e consigli sui portieri da acquistare durante il mercato. Io sono ben felice di ascoltarli e di dare una mia idea, ma poi la decisione finale la prendono esclusivamente loro.
Inoltre mio figlio Niccolò ha iniziato da poco a "giochicchiare" in una squadra locale di Pinarella di Cervia: l'hanno anche "piazzato" in porta e mi dicono che "ci hanno preso" , comunque a lui piace di più fare gol!
 
Cosa guardi in un giovane portiere? E cos'è cambiato durante gli anni nel calcio italiano?
Be’ posso dirvi che i ragazzi fino all'età di 15-16 anni devono sapere effettuare tutti i movimenti, come i passettini laterali, la corsa, devono sapere incrociare per poi spingere e così via, ma poi per fare il salto di qualità ed arrivare a livelli importanti ci deve essere una selezione attenta. Oggi le doti atletiche di un portiere sono fondamentali : chi, partendo praticamente da fermo, non è in grado di coprire tutta la porta non può giocare a certi livelli. Poichè la velocità del pallone nei tiri è aumentata, (se una volta era 80-90 km all'ora, 120 km oggi è la normalità) il portiere non ha più il tempo di correre dietro il pallone, ma deve essere in grado di spingere da fermo e coprire tutto lo specchio. Se riesce a parare correndo, vuol dire che il tiro era lento…

Quindi qual è stata la forza di voi "vecchietti" (Antonioli, Ballotta, Pagliuca…) che avete giocato fino ad età avanzata?
La verità è che noi abbiamo giocato fino a oltre 40 anni perchè il livello medio dei giovani portieri emergenti si era abbassato…

Come mai, secondo te?
Ciò è accaduto perchè le nuove leve venivano scelte solamente in base alla prestanza fisica, perchè erano alti e grossi muscolarmente. Ma questa alla fine si è rivelata un’arma a doppio taglio: i giovani passavano ore in palestra a fare gambe, addominali e pettorali tramite le macchine, ma poi in porta non ne traevano effettivi vantaggi. Provate voi a buttarvi e a staccare da terra con uno zaino pieno di pietre sulla schiena!
Se si fosse continuato a selezionare ed allenare i giovani con grandi doti atletiche e di acrobatica, senza "bombardarli" di lavoro in palestra (quello serve per andare a ragazze, questo si, -ride-), noi avremmo smesso di giocare molto prima, perchè "tra un giovane che veniva messo in porta e al primo tiro che c'era un po' da spingere prendeva gol, i mister preferivano il portiere più esperto, che staccava e la palla te la parava!"
Ricordo anche che c’è stato un periodo a metà anni novanta che il portiere veniva valutato in base a come calciava. La domanda era: " Ma sa calciare?"  Ma cavolo! dico io, prima dovrà pur saper parare! E poi – questo sì - gli si insegna a calciare in ugual maniera curando l'ambidestrismo. Che vada a fare il centrocampista se è buono con i piedi!... (risate)

 Per effettuare questa selezione, il preparatore dei portieri risulta fondamentale, non è vero?
Avere un buon preparatore è fondamentale per un portiere che ha doti e voglia di migliorare.
Il bravo preparatore non è colui che impone un dato movimento al portiere, ma ne consiglia e "butta" idee all'allievo: "Io se fossi in te proverei in questo modo, ma poi se non ti trovi ne cerchiamo assieme un altro". Poi il portiere deve essere libero di scegliere il movimento che lo rende più rapido e con il quale si trova meglio.
Invece sempre più spesso  sento concetti teorici, inapplicabili sul campo, come “il portiere deve attaccare il pallone in avanti o indietro con un angolo di tot. gradi etc etc"... Ma io dico: quando uno gioca, ha in tasca il goniometro???
Una menzione particolare devo farla ad uno dei primi preparatori importanti che ho avuto nella mia carriera, che purtroppo non c’è più: Giorgio Fioravanti del Cesena. Il "grande" Giorgio era già "avanti" anni luce quando allenava negli anni 80-90. La dimostrazione è stata che con lui il Cesena non ha comprato “da fuori” un portiere per 20 anni. Sebastiano Rossi, Turci, Bonaiuti, Dadina e il sottoscritto siamo tutti usciti da lì.
 
Quindi mi confermi che un preparatore bravo riesce a far crescere realmente i portieri con cui lavora?
Ovviamente! E poi deve essere bravo anche ad esaltare e sfruttare le diverse caratteristiche di ognuno. Ricordo ad esempio che all' Inter io e Francesco (Toldo n.d.r.) facevamo spesso sedute diverse di allenamento in base alle nostre caratteristiche. Lui era uno che poteva fare una serie infinita di tuffi e non si stancava mai, io, invece, dopo 15 tuffi "avevo già la lingua di fuori!".
Inoltre devo dire che per arrivare a certi livelli mi ha aiutato, oltre ad un fisico ‘leggero’, anche l'ambiente dove ho vissuto: da ragazzo andavo spesso in spiaggia a giocare e quando si riesce a staccare sulla sabbia, sull'erba poi è un gioco da ragazzi!...

Una curiosità: cosa ha spinto un portiere di 34 primavere, che avrebbe potuto giocare tranquillamente ancora anni come titolare in altre squadre di serie A, di andare all’Inter, dove (dovendosela giocare con Toldo) probabilmente avrebbe giocato meno?
Bè sai, per me era probabilmente l’ultimo treno per poter giocare in una grande squadra ed avere a che fare con campioni. Mi avrebbe fatto piacere calcare piazze importanti, sentire la musica della Champions, vedere da vicino stadi impressionanti come il Santiago Bernabéu o come l’ Highbury di Londra.  E anche se non avessi giocato il piacere sarebbe stato immenso comunque, non avrei quindi potuto dire “no” all’Inter!
 
E gli stimoli, a lungo andare non ti mancavano?
Assolutamente no!  Quando giochi anche solo le partite amichevoli durante il precampionato, avevi un seguito impressionante di tifosi che cantavano e che comunque ti incitavano a dare il massimo. Io mi allenavo come se alla domenica avessi dovuto giocare anche perché dovevo sempre farmi trovare pronto e sentivo, nonostante non fossi il titolare, la fiducia dei compagni. Le soddisfazioni erano, ad esempio durante gli allenamenti, sentirsi dire da campioni come Seedorf o Zanetti frasi del tipo: “Dai Nonno, vieni con noi che così vinciamo la partitella!”

 Chi sono i portiere che più ti piacciono nel nostro campionato?
Bè, mi è sempre piaciuto molto Antonioli, ma anche Julio Cesar (ora tra le file del QPR in Premier League n.d.r.) ed Handanovic, sono due fenomeni. Quest’ultimo è migliorato molto, ed il salto di qualità l'ha fatto sicuramente gli ultimi anni ad Udine, anche sicuramente grazie ad un altro grande preparatore dei portieri come Lorenzo Di Iorio (Di Iorio ha allenato Fontana a Palermo n.d.r.). Sono convinto che anche Brkic possa fare bene e diventare un portiere importante.
Inoltre mi piacciono Consigli e Mirante. Anche Pegolo mi ha fatto una buona impressione: quando giocavo nel Chievo (anno 2005/2006) si parlava molto bene di questo giovane portiere che militava nell' Hellas Verona; poi si è un po' perduto, ma ora ha l’occasione per rifarsi alla grande!
 
Ci puoi ora svelare qualche segreto adottato quando giocavi?
Be’ vi posso solo dire che gli attrezzi del mestiere - i guanti, per noi portieri - sono molto importanti: io personalmente (ma anche gran parte dei portieri della massima serie) adottavo guanti più grandi di mezza o addirittura una misura rispetto alle reali dimensioni della mia mano. Maggior superficie ho a disposizione e maggior grip avrò con il pallone e di conseguenza si limitano errori su palle "sporche". Va da se che più lattice ho a disposizione più il pallone rimarrà tra le mie mani perchè incontrerà più superficie!

 Jimmy, ti ringraziamo per la disponibilità e il tempo che ci hai dedicato per questa piacevole chiacchierata.
Grazie a voi, è stato un piacere.

 

Vi invitiamo a guardare questi video, riguardanti il portiere, dai quali si può notare bene cosa voglia dire "partire da fermo e coprire tutta la porta"...Buona visione e prendetene spunto!!

http://www.youtube.com/watch?v=aq77VIHne0k&feature=fvst 

http://www.youtube.com/watch?v=6tTx4uyaPRo&feature=relmfu 

http://www.youtube.com/watch?v=o-Xc-kl6Dl8&feature=relmfu 

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