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Il METODO VOTIPORTIERISERIEA

11/03/2018

IL METODO

IL METODO DI VOTIPORTIERISERIEA In vendita il metodo del fondatore ed autore di questo sito, Stefano Cordoni, per gettare le basi di impostazione del tuffo del portiere di calcio Calzetti&a...
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La tecnica

17/06/2018

PORTIERI ALL’ATTACCO PALLA: VI RACCONTIAMO COME E’ ANDATA…

PORTIERI ALL’ATTACCO PALLA: VI RACCONTIAMO COME E’ ANDATA… Come voi che ci seguite sapete bene, la nostra visione è piuttosto diversa da quella che oggi viene definita...
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Varie

28/11/2018

ANCORA CON LA SCUOLA ITALIANA DEI PORTIERI?

ANCORA CON LA SCUOLA ITALIANA DEI PORTIERI? MA NON FATECI RIDERE… Avvertenze: la lettura di questo articolo prevede il tempo di almeno mezz’ora, se lo si legge superficialmente sen...
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Il commento

14/06/2018

VOTIPORTIERISERIEA CHIUDE (ABBIAMO FALLITO)

VOTIPORTIERISERIEA CHIUDE (O QUASI): ABBIAMO FALLITO! Ebbene sì, signori. Abbiamo fallito nel nostro intento. Otto anni fa c’era qualcosa che non ci tornava nell’impostaz...
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L'intervista

28/01/2014

FABRIZIO LORIERI

INTERVISTA  A FABRIZIO LORIERI, PREPARATORE DEI PORTIERI DEL SASSUOLO.  E’ con noi il preparatore dei portieri del Sassuolo, Fabrizio Forieri, che molti ricorderanno, tra le alt...
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Le vostre domande

21/01/2012

LE VOSTRE DOMANDE (18 risposte)

nr.18 risposte             Gli utenti che ci invieranno domande di interesse generale troveranno risposta in questa rubrica. 18) Ant...
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FABRIZIO FERRON

L'intervistaPubblicato Mercoledì 08/09/2010

Abbiamo il grande piacere di iniziare le nostre interviste con Fabrizio Ferron che, oltre ad essere stato uno dei più apprezzati portieri degli ultimi vent’anni, giocati tutti ai massimi livelli, è oggi un grande conoscitore del nostro calcio, con un’attenzione particolare al mondo dei giovani portieri.

Buona lettura. 

1. Cosa fa Fabrizio Ferron oggi?

Preparo i portieri del Modena. Inoltre da qualche anno, insieme a Nello Cusin, curo una scuola per portieri a Bologna (n.d.r. vedi www.scuolaportieriuno.it)  

       2.  Com’è la situazione dei portieri in Italia?

Non stiamo vivendo un grande periodo sotto questo punto di vista o, perlomeno, stiamo vivendo una fase di transizione. La mia opinione è che sono venuti a mancare i punti di riferimento. La legge Bosman (decreto-legge 20 settembre 1996 n 485, convertito nella legge 18 novembre 1996 n. 586, cosiddetta legge BOSMAN, dal cognome del calciatore belga che ricorse alla Corte di Giustizia europea per vedere riconosciuta la possibilità di trasferirsi ad un'altra società sportiva senza l’obbligo da parte di quest'ultima di pagare una indennità al titolo di trasferimento) ha fatto venire a mancare l’interesse delle società per i vivai, che precedentemente avevano interesse a curare e formare i giovani perchè poi sarebbero diventati patrimonio delle società stesse. In tale contesto la figura dell’allenatore dei portieri preparato e capace diventava preponderante. Oggi le maggiori società italiane in linea generale si disinteressano dei vivai con il risultato di far crescere i giovani senza le basi tecniche fondamentali.

3.  Perchè negli ultimi anni abbiamo assistito a questo proliferare di portieri stranieri? Sono meglio dei nostri o è colpa dei procuratori?

Alle società professionistiche oggi conviene comprare un portiere piuttosto che crescerlo al proprio interno, così si vanno così a cercare i portieri all’estero. Questi, molto spesso, sono più preparati fisicamente di quelli italiani e costano meno, per cui si cerca di migliorarli a livello tecnico e tattico, e si mettono in campo. 

4.    Secondo te oggi in serie A ci sono portieri tecnicamente validi?

Se parliamo da questo punto di vista, io dico che è difficile trovare un portiere oggi che abbia le qualità tecniche dei portieri di qualche anno fa. 

5.    Ma se dovessi fare un nome?

Uno tecnicamente ben impostato? Antonioli.

6.    Per il portiere cosa è cambiato negli ultimi 20 anni?

Il calcio oggi è molto più veloce e i portieri devono avere totale confidenza con i piedi. Poi, i parametri fisici del portiere non sono più gli stessi di una volta. Oggi per poter stare a certi livelli devi avere un gran fisico, ma il vero punto dolente è un altro. Oggi assistiamo a portieri fisicamente fortissimi e alti due metri, che però magari hanno grosse difficoltà ad uscire. Poi si dà la colpa alle situazioni, ai palloni, ma il problema vero è che manca l’attenzione e la cura della tecnica, la ripetitività del gesto e del movimento che rende abitudinario sin da giovani un certo movimento, che lo affina e lo migliora. 

7.    Hai messo l'accento sulla tecnica. Cos’è la tecnica per un portiere? A cosa serve e quanto è importante?

E’ fondamentale. E’ quella che ti dà la coordinazione e la rapidità necessaria per effettuare il movimento. Purtroppo oggi è sottovalutata.

8.   Fino ad alcuni anni fa la maggior parte dei portieri aveva un impostazione tecnica consolidata e similare che portava ad affermare che gli italiani erano i migliori del mondo. Oggi, nonostante molti allenatori dei portieri attuali siano gli stessi portieri che giocavano allora, come mai  l’impostazione tecnica appare meno curata? E se gli “addetti ai lavori” se ne rendono conto perché non dicono nulla?

Un grande giocatore non sempre è un buon allenatore. Ogni esercizio, ogni movimento va assimilato ma va anche pensato e analizzato. Senza questa capacità non si riesce a trasmettere gli insegnamenti giusti. A ciò si aggiunga il contesto in cui ci si muove oggi, di cui in parte ho accennato prima, che esige risultati in tempi rapidissimi.

9.   Descrivi le caratteristiche di Ferron portiere.

Bè, potevo contare su una buona rapidità, oltre alla tecnica, l’agilità e il coraggio, ma soprattutto avevo la capacità di isolarmi dal contesto e mantenere la concentrazione.

10.   Per molti anni Buffon è stato considerato il miglior portiere al mondo nonostante dal punto di vista tecnico forse non possa ritenersi impeccabile. Vuol dire che anche senza una impostazione tecnica ineccepibile si può comunque arrivare a livelli eccelsi. Quali sono le caratteristiche che possono aiutare? 

Il portiere deve trasmettere serenità e tranquillità, ai propri compagni ed anche agli avversari. Essere dotati tecnicamente è fondamentale e risolve le situazioni, ma l’importanza del portiere nel contesto della squadra si valuta dalla posizione che egli assume tra l’area piccola e il dischetto del rigore. La tecnica è inutile se non si è capaci di gestire la propria area e la propria difesa. A ciò aggiungerei tutti quei meccanismi che si costruiscono con il tempo e l’esperienza, quali la capacità di reagire e mantenere la tranquillità in caso di errori e, soprattutto, la lettura delle giocate, doti quest’ultime in cui Buffon è straordinario.

       11.   Devi valutare un giovane portiere: cosa guardi?

Guardo come si muove nella propria area, come si posiziona tra la linea difensiva e la porta nelle varie situazioni. La tecnica non mi preoccupa perché tanto viene acquisita con gli esercizi.

       12.   Che ne pensi del vorticoso turn-over dei portieri cui assistiamo in serie A?

     Una volta le squadre avevano il numero uno, che era il titolare inamovibile, e un secondo  portiere, meno bravo. Nel contesto attuale questa impostazione non può più essere vincente. Bisogna avere due portieri, entrambi bravi. Poi giocherà quello che trasmette più tranquillità e sicurezza, anche se tecnicamente meno dotato. E’ evidente però che in un ruolo delicato come quello del portiere il turn-over cui assistiamo tra i professionisti è eccessivo e controproducente. Il portiere non può giocare tranquillo pensando che al primo errore verrà sostituito.

 

 

 

  •        13.   Cosa faresti se potessi inventare la ricetta per far tornare i portieri italiani ai massimi livelli?
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    Imposterei tutto ripartendo dai più piccoli. Darei grande importanza alla coordinazione di base (non dimentichiamoci che la coordinazione è fondamentale per poter ottenere, un domani, sicurezza nel gesto tecnico) e alla tecnica, sin da giovanissimi. Grande cura dovrebbe essere adottata nella scelta dei preparatori dei portieri, anche e sopratutto dei più piccoli.

     

     

     

  •       14.   Ringraziandoti per la disponibilità, cosa possiamo dire, ancora?
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    Io dico che il ruolo del portiere è un ruolo bellissimo. Non bisogna inventarsi chissà quali cose nuove, ma lavorare con passione, studiandolo e migliorandolo nelle sfumature. A volte basta un piede puntato in modo sbagliato o le spalle in posizione non corretta per rendere inefficace un movimento. Oppure, talvolta è sufficiente curare un certo tipo di lavoro sulle caviglie per ottenere grandi progressi sull’agilità e forza esplosiva. Sono queste le piccole cose su cui lavorare e migliorare.

    Un saluto da Fabrizio Ferron. 

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