News

Il METODO VOTIPORTIERISERIEA

11/03/2018

IL METODO

IL METODO DI VOTIPORTIERISERIEA In vendita il metodo del fondatore ed autore di questo sito, Stefano Cordoni, per gettare le basi di impostazione del tuffo del portiere di calcio Calzetti&a...
Continua...

La tecnica

17/06/2018

PORTIERI ALL’ATTACCO PALLA: VI RACCONTIAMO COME E’ ANDATA…

PORTIERI ALL’ATTACCO PALLA: VI RACCONTIAMO COME E’ ANDATA… Come voi che ci seguite sapete bene, la nostra visione è piuttosto diversa da quella che oggi viene definita...
Continua...

Varie

28/11/2018

ANCORA CON LA SCUOLA ITALIANA DEI PORTIERI?

ANCORA CON LA SCUOLA ITALIANA DEI PORTIERI? MA NON FATECI RIDERE… Avvertenze: la lettura di questo articolo prevede il tempo di almeno mezz’ora, se lo si legge superficialmente sen...
Continua...

Il commento

14/06/2018

VOTIPORTIERISERIEA CHIUDE (ABBIAMO FALLITO)

VOTIPORTIERISERIEA CHIUDE (O QUASI): ABBIAMO FALLITO! Ebbene sì, signori. Abbiamo fallito nel nostro intento. Otto anni fa c’era qualcosa che non ci tornava nell’impostaz...
Continua...

L'intervista

28/01/2014

FABRIZIO LORIERI

INTERVISTA  A FABRIZIO LORIERI, PREPARATORE DEI PORTIERI DEL SASSUOLO.  E’ con noi il preparatore dei portieri del Sassuolo, Fabrizio Forieri, che molti ricorderanno, tra le alt...
Continua...

Le vostre domande

21/01/2012

LE VOSTRE DOMANDE (18 risposte)

nr.18 risposte             Gli utenti che ci invieranno domande di interesse generale troveranno risposta in questa rubrica. 18) Ant...
Continua...

MARCO BALLOTTA

L'intervistaPubblicato Lunedì 18/10/2010

Abbiamo il piacere di fare due chiacchiere con Marco Ballotta, portiere fra le altre di Parma, Lazio, Inter, che ha collezionato una serie impressionante di record. Leggete.

 

Partiamo con i tuoi record:

Record assoluto di imbattibilità nelle partite giocate in casa: 1397' minuti di imbattibilità nel Modena nella stagione1989-90 (il primo gol subito alla 31' giornata di campionato!).

Record assoluto a livello internazionale in campionati professionistici del minor numero di gol subiti (9 reti al passivo, sempre nel 1989-90).

Record come più anziano giocatore ad aver disputato un incontro di serie A (11 maggio 2008, all'età di 44 anni e 38 giorni).

Record come più anziano giocatore ad aver disputato un incontro di Campions League (43 anni e 252 giorni).

Veramente impressionante: raccontaci la tua carriera dai 40 anni in su...

Alla Lazio non ero partito come titolare, poi ho cominciato a giocare fino a che l'ultimo anno, tra coppa e campionato, ho giocato più di 35 partite. Il bello è che le ho disputate con assoluta tranquillità, divertendomi. D'altra parte, alla mia età che pressione potevo mai avere? Entravo e giocavo. Se avessi sbagliato cosa mi poteva capitare? Di andare in panchina? Non sarebbe stato un problema. Per qualche motivo mi mettevano fuori squadra? Bene, avrei smesso. Insomma, erano le condizioni ideali per giocare serenamente.

 

C'è un segreto per giocare fino a 44 anni?

Non c'è un segreto, se non il fatto e la fortuna di avere un fisico integro. A parte una operazione al menisco non ho mai avuto grossi guai fisici. Dopodichè ognuno si amministra in base alle sue caratteristiche. Io sapevo di dover lavorare in una certa maniera e lo facevo, altri si gestiscono diversamente in base alle loro caratteristiche. Fontana ad esempio, ha sempre potuto lavorare quel tanto che bastava per mantenere le sue doti di agilità, al contrario di Peruzzi che aveva una massa muscolare impressionante che tendeva a rompersi in continuazione.

Alla fine, forse i portieri più anziani sono anche quelli più continui. Quanto conta l'esperienza?

L'esperienza nel nostro ruolo aiuta moltissimo, però per rimanere ai massimi livelli non è sufficiente. Devi per forza essere ben preparato fisicamente, sia per parare in campo, sia per poter reggere nel tempo. A 40 anni ci vuole almeno una settimana per recuperare dopo una partita, e io a 44 giocavo la domenica, il mercoledì in coppa e di nuovo la domenica...

Cosa è cambiato negli ultimi anni per il portiere?

A parte la necessità di dover anche saper giocare con i piedi - e non è stata cosa da nulla se pensate che persino portieri come Zenga e Tacconi hanno avuto delle difficoltà con il cambio di regolamento – oggi uno dei problemi più grandi per il portiere sono i palloni. Sarà la volontà di rendere più spettacolari le partite ma quelli di adesso sono veramente incontrollabili. Per rendere un'idea, uno degli ultimi anni che giocavo su un tiraccio destinato a finire alto sono andato in tuffo soltanto per coprire la porta. Così, senza neanche tanta convinzione, quando improvvisamente sento la mano impattare sul pallone. Dopo, tutti a dire che era una gran parata ma in realtà è stato un colpo di fortuna. La palla aveva cambiato direzione e si era improvvisamente abbassata.

Se a questo aggiungiamo che gli attaccanti oggi hanno una muscolatura incredibile che consente una forza di tiro impensabile fino a vent'anni fa, ti lascio immaginare le difficoltà dei portieri di oggi.

A questo proposito, come vedi attualmente la situazione dei portieri?

Il livello medio è cambiato. Ti faccio l'esempio della Nazionale. L'Italia ha sempre avuto portieri di primissimo piano, con esperienze significative, con un certo numero di campionati ad altissimo livello. L'ultimo gruppo di questo tipo era riferibile ai Peruzzi, Pagliuca, Marchegiani, Toldo. Forse nessuno svettava nettamente sugli altri ma l'asticella della qualità era molto alta. Oggi, escluso Buffon, le alternative sono portieri con poca esperienza sia internazionale che nazionale, e che magari al primo errore in Nazionale sono già “bruciati”.

Perchè si è arrivati a questo?

Io credo che sia mancata la programmazione. Con la scusa che i portieri italiani sono sempre stati i più forti del mondo si è sottovalutata l'attenzione al problema. Una cosa del genere peraltro è già successa in passato con i centrocampisti.

E i portieri stranieri?

Anche qui, tranne che in alcuni casi, ho assistito a molta improvvisazione. A volte venivano acquistati portieri stranieri sulla base di riprese televisive, senza neanche averli visti dal vivo! Alla fine ti trovavi questi giovani, anche bravi dal punto di vista atletico, ma tecnicamente assolutamente deficitari. E come se non bastasse venivano mandati allo sbaraglio senza farci un lavoro dietro, fino a “bruciarli” al primo errore.

Ma i metodi di allenamento sono cambiati?

Oggi una gran parte del lavoro muscolare viene fatto in palestra, passando da una macchina all'altra.

Il risultato lo ottieni, ma con un lavoro statico, dove la macchina “lavora per te”. Il problema è che quello non è il movimento che fai in partita. Noi lavoravamo sul campo, il potenziamento lo facevamo sulla sabbia. Per noi era una sfida imparare a fare il salto mortale, ma alla fine tutto il lavoro di acrobatica te lo ritrovavi nelle varie situazioni in partita. Oggi non “vola” quasi più nessuno, sui tiri rasoterra molti portieri si appoggiano, senza spingere.

Insomma, dobbiamo aspettare qualche anno per rivedere i portieri italiani al loro massimo splendore?

Io penso di sì, a meno che il grande circo che è il calcio di oggi non affossi tutto. La speranza è che, oltre all'apparenza per accontentare i tifosi, la Tv, e le esigenze dello “spettacolo”, ci sia anche la sostanza. Pensa che qualche giorno fa durante una trasmissione mi hanno chiesto ancora un parere su Higuita portiere perchè aveva fatto la parata dello “scorpione...”  

Ti piace questo articolo? Condividilo!

 
Powered by Informind
Copyright © 2011. All Rights Reserved. XHTML e CSS validated.