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Il METODO VOTIPORTIERISERIEA

11/03/2018

IL METODO

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La tecnica

17/06/2018

PORTIERI ALL’ATTACCO PALLA: VI RACCONTIAMO COME E’ ANDATA…

PORTIERI ALL’ATTACCO PALLA: VI RACCONTIAMO COME E’ ANDATA… Come voi che ci seguite sapete bene, la nostra visione è piuttosto diversa da quella che oggi viene definita...
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Varie

28/11/2018

ANCORA CON LA SCUOLA ITALIANA DEI PORTIERI?

ANCORA CON LA SCUOLA ITALIANA DEI PORTIERI? MA NON FATECI RIDERE… Avvertenze: la lettura di questo articolo prevede il tempo di almeno mezz’ora, se lo si legge superficialmente sen...
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Il commento

14/06/2018

VOTIPORTIERISERIEA CHIUDE (ABBIAMO FALLITO)

VOTIPORTIERISERIEA CHIUDE (O QUASI): ABBIAMO FALLITO! Ebbene sì, signori. Abbiamo fallito nel nostro intento. Otto anni fa c’era qualcosa che non ci tornava nell’impostaz...
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L'intervista

28/01/2014

FABRIZIO LORIERI

INTERVISTA  A FABRIZIO LORIERI, PREPARATORE DEI PORTIERI DEL SASSUOLO.  E’ con noi il preparatore dei portieri del Sassuolo, Fabrizio Forieri, che molti ricorderanno, tra le alt...
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Le vostre domande

21/01/2012

LE VOSTRE DOMANDE (18 risposte)

nr.18 risposte             Gli utenti che ci invieranno domande di interesse generale troveranno risposta in questa rubrica. 18) Ant...
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EQUIVOCI SULLA TECNICA: UN PORTIERE ALTO PARA COME UNO BASSO ?

La tecnicaPubblicato Venerdì 09/09/2011

 

In questa rubrica parleremo – indovinate un po’? – di “tecnica del portiere”. Vogliamo però farlo in maniera innovativa, meno pomposa e più immediata. Proveremo a mettere a confronto la parte "scettica" e la parte “credente” di noi stessi con delle auto-interviste (che ve ne pare dell’idea?).

Oggi partiamo dai concetti fondamentali che stanno alla base della filosofia di questo sito e del nostro modo di vedere il portiere.

Leggete e diteci la vostra…

 

Qui si parla sempre di tecnica del portiere, ma a cosa serve esattamente la tecnica?

Bè, possiamo definirla in mille modi diversi, ad esempio, in generale posso dirti – e bada che la definizione me la "invento" in questo momento -  “La maniera di effettuare un determinato gesto atletico in modo da ottenere il massimo risultato”

Si, belle parole, ma questa è teoria pura, a livello pratico i portieri sono molto diversi tra loro, c’è chi è alto, chi è basso, e a seconda delle proprie caratteristiche si muoveranno diversamente. E’ per questo motivo che non può esistere una metodologia valida per tutti.

Intendi dire che non si può insegnare a tutti nello stesso modo, gli stessi movimenti? Cioè non esiste la possibilità di definire un metodo di insegnamento valido per tutti?

Esattamente. 

In molti dicono così, ma vorrei che tu seguissi il mio ragionamento.

Sentiamo.

Facciamo una analogia: prendiamo un calciatore molto alto (o, se vogliamo parlare come i libri di tecnica, longilineo) ed uno molto più basso, ok? Come dici tu il modo di giocare non potrà essere lo stesso per entrambi, giusto?

Giusto.

Però io ti chiedo: la tecnica per colpire il pallone di "piatto" è la stessa per entrambi o è diversa solo perché uno è alto o uno è basso?

Ma che c’entra, quella è un’altra cosa.

Perché un’altra cosa? Vuoi che ti faccia un altro esempio? Il colpo di testa.

Ecco, appunto, qui ti voglio: c’è una bella differenza tra uno alto e uno basso.

Certo, quello alto, ammesso che sia uno che abbia una valida scelta di tempo, colpirà molti più palloni di testa di quello basso, ma ti chiedo: la tecnica (e gli esercizi dedicati)  per ottenere la massima elevazione non è la stessa per entrambi? O a uno gli insegniamo a saltare in una maniera e all’altro in un'altra?

D’accordo, ma come dicevi prima, questa è un’analogia, per il portiere è diverso

Va bene, applichiamo pure questo concetto al portiere, ma prima vediamo se sei d’accordo con me su un assunto fondamentale.

Quale?

Per effettuare un determinato gesto atletico deve esistere un metodo di esecuzione più efficace di un altro.

Cioè?

Ti faccio un paio di esempi: il salto in alto. E’ riconosciuto universalmente che la tecnica Fosbury è quella che consente di ottenere migliori risultati, ovvero quella che consente di saltare più in alto. Oppure, se vuoi, pensa ai nuotatori quando si tuffano: c’è tutta una tecnica precisa per ottenere la spinta migliore.

Per cui, se non altro concedimi che a livello concettuale, per una determinata “parata”, c’è un metodo migliore di un altro per effettuarla. Per tuffarsi cioè in modo da andare "più in là" possibile, in modo da non scoordinarsi e potersi rialzare in caso di necessità nella maniera più veloce possibile, e in modo da ridurre al massimo il rischio di perdere la palla in presa.

Ok, poniamo che ci sia un metodo migliore di altri.

Giusto, poniamo che ci sia. Se questo metodo migliore di altri esiste, ciò implica che su un tuffo rasoterra, il portiere alto e quello basso dovranno effettuare entrambi il movimento in quel modo, o no?

Si, però quello alto sarà magari un po’ più lento ad andare giù per cui magari si troverà a respingere di piede.

Osservazione correttissima. Ma il concetto è proprio quello!

In condizioni ottimali, cioè quando il portiere ha il tempo di vedere la palla ed effettuare il movimento, la tecnica è la medesima. E non c’è altra possibilità, perché è proprio quella tecnica che gli garantisce il miglior risultato. E’ evidente invece che se il tiro è improvviso, il portiere magari è un po’ scoordinato, o si rende conto di non essere abbastanza veloce, ci potrà arrivare di piede, o in altra maniera. Ma, ripeto, in condizioni ottimali, il movimento migliore è lo stesso per uno alto, uno basso, e anche per uno grasso…

Quindi tu sostieni che la tecnica di insegnamento deve essere uguale per tutti?

Se c’è un metodo migliore, io lo insegno in modo che i miei portieri lo acquisiscano e lo metabolizzino. Poi, in partita, in caso di situazione non ideali si coordineranno per cercare di intervenire lo stesso. Ciò non toglie che in condizioni ottimali la tecnica, così come per i giocatori, è uguale per tutti.  

Ma così facendo non si rischia di non sfruttare la naturale predisposizione di un portiere?

Al contrario, ma quello è un lavoro atletico, non tecnico.

Di un portiere alto sfrutterò le sue caratteristiche naturali, ma lavorerò molto sulla velocità e rapidità di gambe (presumibilmente il suo punto debole). A maggior ragione se il portiere è alto e sa "volare" sfruttando al meglio la spinta, otterrò un doppio risultato: lo spazio guadagnato grazie alla spinta e l’allungo derivante dalla statura del portiere.

Però lo devo portare anche a migliorare la rapidità sulle palle basse, probabilmente il suo punto debole. Stessa cosa su un portiere molto esplosivo, agile ma basso. Ne sfrutto le doti di reattività ma lavoro molto di più sull’agilità e sulla forza esplosiva. E ancora di più sulle palle alte, interventi sui quali deve eccellere per compensare i limiti derivanti dalla statura. 

Lo sfruttamento delle doti è una cosa, la tecnica è un’altra.    

Bah, sarà… ne riparleremo la prossima volta. Ora voglio andarmi a vedere i commenti sui portieri della serie A per vedere se hai ragione. Fra qualche giorno però voglio continuare questo discorso…

Ok. A presto  

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