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Il METODO VOTIPORTIERISERIEA

11/03/2018

IL METODO

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La tecnica

17/06/2018

PORTIERI ALL’ATTACCO PALLA: VI RACCONTIAMO COME E’ ANDATA…

PORTIERI ALL’ATTACCO PALLA: VI RACCONTIAMO COME E’ ANDATA… Come voi che ci seguite sapete bene, la nostra visione è piuttosto diversa da quella che oggi viene definita...
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Varie

17/06/2018

VALUTIAMO I PORTIERI A FINE ANNO

VALUTIAMO I PORTIERI A FINE ANNO Con la mente fresca e all’inizio delle voci di mercato facciamo come sempre un sunto sulle prestazioni e sulle caratteristiche dei portieri a fine anno. ...
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Il commento

14/06/2018

VOTIPORTIERISERIEA CHIUDE (ABBIAMO FALLITO)

VOTIPORTIERISERIEA CHIUDE (O QUASI): ABBIAMO FALLITO! Ebbene sì, signori. Abbiamo fallito nel nostro intento. Otto anni fa c’era qualcosa che non ci tornava nell’impostaz...
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L'intervista

28/01/2014

FABRIZIO LORIERI

INTERVISTA  A FABRIZIO LORIERI, PREPARATORE DEI PORTIERI DEL SASSUOLO.  E’ con noi il preparatore dei portieri del Sassuolo, Fabrizio Forieri, che molti ricorderanno, tra le alt...
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Le vostre domande

21/01/2012

LE VOSTRE DOMANDE (18 risposte)

nr.18 risposte             Gli utenti che ci invieranno domande di interesse generale troveranno risposta in questa rubrica. 18) Ant...
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IL TUFFO RASOTERRA: STRISCIARE O SPINGERE?

La tecnicaPubblicato Sabato 10/02/2018

IL TUFFO RASOTERRA: STRISCIARE O SPINGERE?

Eccoci al secondo appuntamento sui grandi equivoci che oggi riscontriamo nel momento in cui i portieri vengono impostati dal punto di vista tecnico.

Quante volte abbiamo sentito o addirittura abbiamo detto al portiere che per intervenire su un pallone calciato rasoterra, radente, deve “strisciare”, “scivolare”?
Siamo così sicuri che il portiere debba solamente appoggiarsi a terra ed allungarsi al massimo?
Ebbene, è sufficiente ragionare un po’ a mente aperta e crediamo che alla fine converrete con noi su ciò che stiamo affermando.

Partiamo da una constatazione: in moltissimi video su Youtube si vedono preparatori, che per fare “eseguire correttamente” il “il tuffo rasoterra” ai  portieri, durante l’esercitazione costringono gli allievi a passare sotto un nastro legato tra due paletti. In questo modo sicuramente si può favorire lo sbilanciamento della testa, del busto, degli arti ed il piegamento della gamba di spinta, ma allo stesso tempo, lo si forza ad una appoggio laterale in scivolamento, che nella maggior parte dei casi porta ad una distensione senza alcun tipo di spinta e quindi, sostanzialmente, in definitiva solamente una caduta laterale sotto un nastro.
Inoltre possiamo anche riscontrare con quanta difficoltà i portieri effettuino questo gesto, se l’obbiettivo di spinta viene trascurato.

Tralasciando le traiettorie vicine al corpo, sulle quali, ovviamente il portiere ricercherà comunque uno scivolamento a terra con i suddetti sbilanciamenti ricordati, riteniamo opportuno soffermarci sulle traiettorie radenti/rasoterra lontane dal corpo, dove il portiere deve eseguire una spinta, e perciò deve comunque staccare da terra per ricercare il pallone.
Vogliamo fare questa distinzione poiché ci sembra che spesso la modalità di tuffo rasoterra sia soltanto una e sia legata, come abbiamo già detto, allo “strisciare”.

Siamo così sicuri?

Che cosa fa un portiere su un tuffo a mezz’altezza? Se la palla è “comoda” orienta il piede/gamba di spinta, si sbilancia e si lascia cadere sull’esterno dell’arto, quindi in caduta laterale.
Ma se, non ha il tempo per avvicinarsi al pallone perchè la sfera è più lontana? 
In questo caso, il portiere, dopo avere effettuato i medesimi sbilanciamenti del tutto simili all’esecuzione precedente, dovrà effettuare il caricamento sull’appoggio omologo al lato di tuffo ed esercitare forza di spinta, sfruttandola così per la ricerca del pallone in tempo di volo, quindi staccando da terra. Possiamo perciò dire, in ultima istanza, che grazie all’appoggio del piede, che effettua una spinta da terra, egli riuscirà a raggiungere palloni che altrimenti non avrebbe raggiunto.

Ora, se ciò vale sui palloni a mezz’altezza, perché non dovrebbe valere sui palloni rasoterra?

Vediamo:
se il pallone è vicino il portiere si sbilancia in tuffo in appoggio in direzione di traiettoria ed effettua l’intervento in sola “caduta laterale”.
Ma se la palla è così lontana che questo movimento non è sufficiente?
Il portiere orienta la direzione di intervento e, se vuole ottenere un caricamento ed una spinta che gli consentano di guadagnare molto più spazio che non il semplicemente allungamento, dovrà sfruttare l’appoggio a terra  per ottenere un’esecuzione che risulterà comunque orizzontale al terreno, con tempo di volo - perciò staccando dal terreno e non strisciando o scivolando - direzionata verso il punto di impatto con il pallone radente, esattamente come su un tuffo a mezz’altezza.

Ma allora perché continuamente parliamo di “non fare l’arco”, di “devi strisciare”, “devi scivolare”, quando poi ci serve altro per effettuare spinte su palloni lontani rasoterra?
Se il portiere usa parte della pianta del piede per ottenere la spinta, essendo il terreno orizzontale e la spinta in direzione laterale, egli dovrà fare un piccolo sollevamento in spinta (chiamiamolo arco? chiamiamolo stacco? chiamiamola spinta?) che gli consentirà di guadagnare però molto più spazio, grazie al tempo di volo, che non il semplice appoggio sull’esterno della gamba utilizzando la sola forza di inerzia e lo scivolamento, che inoltre crea attrito con il terreno e frenerebbe il movimento (perciò sarebbe ulteriormente deleterio per raggiungere una traiettoria lontana).
Poi, va da se che, più il portiere riesce a mantenere l’arco possibilmente radente (ma non “strisciante”),  sfruttando al contempo al massimo la spinta dell’appoggio, più sarà efficace.
Anche guardando immagini di portieri e facendo caso ai due movimenti ci si può rendere conto di quanto andiamo affermando e sperando di esserci espressi chiaramente riteniamo che entrambi i movimenti debbano essere insegnati ai portieri e soprattutto venga fatto capire loro la differenza in base alle necessità: se si deve spingere e raggiungere traiettorie distanti è opportuno eseguire uno stacco da terra, sebbene il pallone sia rasoterra, al contrario, la parata in appoggio è altrettanto valida in situazioni di traiettorie ravvicinate.

E allora, diciamo: abituiamo i portieri ad utilizzare la gamba di spinta anche sui rasoterra (come peraltro avverrebbe in maniera naturale), magari cercando di fargli capire di non esagerare con l’arco (e quindi curando il gesto di piegamento dell’arto), ma facciamo in modo che essi siano consapevoli della spinta espressa e che con il solo “strisciare”, laggiù, nell’angolino, non ci si arriva…

 

 

Qualche immagine esplicativa:

Tuffo in apoggio laterale rasoterra

 

 









 


Tuffo in spinta laterale rasoterra









Tuffo in appoggio laterale Mezza altezza





Tuffo in spinta laterale Mezza altezza







Si può vedere molto bene dalle immagini come la proiezione di spinta sia molto simile tra tuffi radenti/rasoterra e tuffi su palloni a mezza altezza: per guadagnare spazio in "volo" il portiere si trova in allineamento orizzontale a spinta effettuata, staccato da terra, anche su palloni rasoterra che siano lontani dal punto di stacco.
Vediamo invece come su palloni "comodi" rasoterra via sia un'appoggio del piede e poi dell'esterno della gamba omologa in caduta laterale nel controllo della traiettoria stessa, data dalla vicinanza della sfera. E allora, quando alleniamo i portieri, pensiamoci a queste cose!



 

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