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24/10/2016

Donnarumma: è cambiato il vento?

Donnarumma: è cambiato il vento? E’ cambiato il vento. Approfittiamo del volo nell’angolino alto all’ultimo secondo di Donnarumma che ha regalato i tre punti al Mil...
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Varie

01/06/2017

VALUTIAMO I PORTIERI A FINE ANNO 2016/17

VALUTIAMO I PORTIERI A FINE ANNO Siamo arrivati alla fine di un’altra stagione che, perlomeno, ha dato indicazioni precise su una certa continuità di scelte. Le gerarchie sono stat...
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L'intervista

28/01/2014

FABRIZIO LORIERI

INTERVISTA  A FABRIZIO LORIERI, PREPARATORE DEI PORTIERI DEL SASSUOLO.  E’ con noi il preparatore dei portieri del Sassuolo, Fabrizio Forieri, che molti ricorderanno, tra le alt...
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Tecnica del portiere

08/05/2017

BASTA CHE PARI...

BASTA CHE PARI, NON IMPORTA COME… Confrontandoci con gli addetti e, ancor di più, dando un’occhiata ai blog specializzati sui social, continuiamo a trovarci ancora a discut...
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Le vostre domande

21/01/2012

LE VOSTRE DOMANDE (18 risposte)

nr.18 risposte             Gli utenti che ci invieranno domande di interesse generale troveranno risposta in questa rubrica. 18) Ant...
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LE VOSTRE DOMANDE (18 risposte)

Le vostre domandePubblicato Sabato 21/01/2012

nr.18 risposte
 

          Gli utenti che ci invieranno domande di interesse generale troveranno risposta in questa rubrica.

18) Antonio: Salve, mio figlio fa la scuola  calcio Brescia, nell'anno precedente ha giocato in oratorio come portiere (anni 7 ) . Nella scuola calcio non ci sono ruoli lui continua a dirmi che vuole fare il portiere. Secondo voi devo dire alla società  di mandarmelo nella scuola calcio portieri o aspetto che finisce l'anno in corso? Grazie

Quando i bambini sono molto piccoli oggi c'è la tendenza a farli ruotare senza dargli ruoli già definiti e tutto sommato ci sembra anche giusto. Quando però c'è un ragazzino che manifesta con estrema decisione la volontà di fare il portiere non crediamo sia sbagliato parlare con la società e magari accordarsi per fargli fare qualche volta - magari alternandoli con quelli della squadra - allenamenti specifici per il portiere. Già dopo alcune sedute specifiche si potrà osservare se la volontà di fare il portiere ne uscirà rafforzata. Un saluto! 

 

17) Stefano:ho 16 anni e gioco in una scuola calcio. sono alto 1.73 cm, quindi basso. sono molto bravo nelle parate della cosidetta "leva gamba" , in parate di riflessi e agilità quindi tutte quelle parate che avvengono da distanza ravvicinata e negli uno contro uno e inoltre me la cavo nel gestire la palla con i piedi.

     

la mia pecca è che non riesco a "volare" e come dice il mio mister "cerco sempre l'appoggio a terra". Ciò per me che sono basso è essenziale.

è come se allungassi soltanto il corpo per poi appoggiarmi a terra, questo per tiri alti e a volte anche per quelli bassi ma angolati.

Voi pensate che sia una questione di poca forza, di scorrette abitudini, scorretti movimenti o di cosa?

in pratica vi sto chiedendo come riuscire a volare e compensare i cm con le gambe proprio come il mio idolo GILLET

Vorrei inoltre chiedere se secondo voi migliorando quest'aspetto potrei riuscire a raggiungere alti livelli o continuerò ad essere scartato dai settori giovanili per via della statura ?     
    

   Diventa difficile per noi analizzare nella fattispecie il tuo “problema” specifico. Se si tratta di paura dell’impatto con il terreno, del non sapere atterrare, o per la sola questione di forza in spinta.
Da quello che ci dici possiamo presupporre che comunque tu abbia un certo timore nel riappoggiarti a terra dopo uno stacco, in quanto sottolinei che “cerchi sempre l appoggio a terra”.
Diventa fondamentale con che parte ricerchi il contatto a terra dopo il tuffo: noi ti invitiamo, anche parlandone con il tuo preparatore e facendoti aiutare da lui nell’esercitarti in progressione didattica, dal semplice al complesso, dal facile al difficile, per gradi.
Poi iniziare un classico esercizio di spinta partendo da posizione inginocchiata e ricercando il tuffo da un lato, proseguire poi posizionandoti in posizione sagittale(con un ginocchio a terra e l’altro piede puntato per la spinta) e poi, solo successivamente ricercare lo stacco da posizione eretta di attesa classica. In tutto ciò, all’inizio, puoi adoperare una superficie di impatto morbida, come il materassino, cercando di mantenere comunque le zone di impatto veritiere come se fossi sul terreno.
La “paura” dello staccare, e del tornare a terra può essere limitata e superata anche eseguendo esercizi su un terreno bagnato, così da non avere alcuna preoccupazione di impatti “pesanti “ con il suolo duro.
Capita anche che giovani portieri si liberino della paura di staccare le gambe da terra e quindi dell’impatto con il terreno, eseguendo esercizi in serie di più parate, portando al massimo la ricerca del pallone anche in condizioni di fatica, cosicché non pensino più alla caduta, ma solo alla ricerca del pallone, portati a concludere la serie per sola inerzia, ma che a volte sblocca automaticamente la “paura”.
Di esercizi e modi ce ne sono parecchi e qui deve essere anche bravo il tuo preparatore ad indicarti le metodologie per giungere agli obbiettivi e superare i problemi.
Noi abbiamo cercato di darti degli spunti che riteniamo validi, ma sicuramente non sono gli unici e non è detto che con te funzionino, anche perché come ben sai per avere dei miglioramenti serve tempo, costanza, dedizione ed imput idonei da valutare totalmente sul campo e noi in questo non possiamo aiutarti in modo efficace.
Speriamo di averti dato qualche idea valida!
Per quanto riguarda la statura possiamo dirti che negli ultimi anni risulta un elemento fondamentale, a volte, a nostro modi di vedere, anche in maniera troppo ossessiva nelle valutazioni degli osservatori. Ti suggeriamo di non pensarci troppo, di dare tutto te stesso per lo sport che ami, per il ruolo che ami e citiamo una massima che si ritrova spesso su internet: “ non è necessario essere alti, ma essere all’altezza!”.
Noi in questo crediamo molto ed indipendentemente dalla categoria che raggiungerai dovrai essere fiero di te stesso per il semplice fatto di avere dato tutto per fare quello che ti rende felice: “essere portiere”.

Ti salutiamo cordialmente.
Grazie per averci scritto e continua a seguirci!     


     
              
16) Salve, sono un istruttore  di calcio pulcini , ho trovato il vostro commento interessante, E' per questo che vorrei delle indicazioni su come allenare un portierino ben motivato e strutturato fisicamente ( anni 6) Grazie.                                                     Antonio

Ringraziamo l’amico Antonio. Intanto anticipiamo che con alcuni colleghi stiamo lavorando con la casa editrice più importante del settore per un video didattico. Sino ad allora la cosa che possiamo consigliare è quella di lavorare sul tuffo mettendo l’accento su due concetti fondamentali: la gondola e l’allargo del piede di spinta, facendo attenzione che la punta non sia direzionata parallela alla linea di porta (vedi articolo sull’Editoriale). Dal punto di vista atletico invece sottolineiamo l'importanza dei balzi laterali e i cambi di direzione nel breve.

15) Finalmente qualcuno che si pone domande senza i dogmi!!

Lei allena da qualche parte?? Parare in orrizzontale non fa ruotare indietro? Per quale motivo un taglio di 20-30 cm lo vede di buon occhio su un tiro frontale? e per quello che riguarda le diagonali siamo sicuri sia una buona idea?
Se la palla è sull'area grande, sull'inserzione, e ha giro ed esso è molto largo e alto e il portiere sta a 3,5 mt dalla porta sulla diagonale, per me esso potrebbe coincidere con il punto di massimo allontanamento della palla dalla porta per quello che riguarda l'altezza della palla dall'incrocio e potrebbe essere un problema.
Che profondità consiglia e quanto taglio nel caso specifico?
Grazie per vedere le stesse cose con occhi diversi e grazie per condividere il suo sapere.

Luca.


Un saluto e un ringraziamento a Luca, cui cerchiamo di dare le risposte in maniera ordinata:
 

1) La parata orizzontale, o con il corpo in tuffo all’incirca parallelo alla linea di porta, viene effettuata perché nelle situazioni reali i tempi di reazione al tiro non consentono al portiere di attaccare la palla. Anzi, nella maggior parte dei casi il tuffo è leggermente orientato verso dietro, soprattutto quando il portiere si trova nella massima estensione. Basti osservare la gran parte delle parate in spinta ogni domenica, e il modo in cui le effettuano la gran parte dei portieri, dove ricercano la palla, come finiscono, che movimento fanno, come si trovano con il corpo, dopo una spinta in allungo.
Detto questo, su palle non lontane, sulle quali il portiere arriva in allungamento, ma non estremo, noi riteniamo che il portiere non debba girarsi; cosa differente è la situazione di un volo in cui il portiere cerca la massima estensione: il dato di fatto è che egli si troverà con un leggero inarcamento dei muscoli dorsali e quindi della schiena per guadagnare estensione ancora maggiore, appoggiando a terra il braccio (e non la spalla) per ammortizzare la caduta, si troverà le gambe a seguire, per il semplice fatto che la forza in spinta deve in qualche modo esaurirsi dopo essere stata espressa. In certe situazioni, da quella posizione è più veloce utilizzare la forza appena espressa continuando la rotazione e girare le spalle al campo piuttosto che forzare il movimento inverso, quindi bloccare l’intero movimento per poi azionare una forza contraria a quella di caduta e di conseguenza perdere secondi preziosi. Se vogliamo fare degli esempi concreti basta osservare Buffon sulla traversa di Florenzi contro la Roma. Il movimento che effettua dopo la spinta, o lo stesso Leali, dopo il tuffo in spinta alla propria sinistra, dopo che la sfera incoccia il palo e finisce verso l’esterno.

2) il taglio di una ventina di centimetri su tiro frontale come angolazione teorica ideale consegue dalla semplice valutazione geometrica. Basta provare a disegnare su un foglio di carta un triangolo isoscele nel quale i due lati congruenti sono le traiettorie del tiro e la base è la porta. Il punto di impatto più breve è dato dalla diagonale che interseca la linea di tiro a 90 gradi. Più il vertice si avvicina alla base più converrebbe attaccare la palla ma il problema vero è che da vicino il portiere non ne avrà mai il tempo. Da 25/30 metri l’angolo ideale è dato da quella ventina di centimetri in avanti rispetto la base. E’ chiaro che è un discorso puramente teorico e le dinamiche di tuffo in generale sono ben più complesse.

3) Su tiro teso dal vertice dell’area la parata in diagonale è quella evidentemente migliore, mentre le cose cambiano su un eventuale tiro a giro. In questo caso appare chiaro che l’attacco in avanti è deleterio, in quanto si andrà a cercare l’impatto paradossalmente nel punto più lontano poiché la traiettoria sarà a giro e quindi prima ad uscire poi a rientrare: la palla va cercata attraverso spostamento orizzontale ( e noi preferiamo quello che chiamiamo “il balzo laterale” che mantiene il corpo in condizioni ideali per lo stacco) e un tuffo con ricerca l’impatto con la sfera nella sua traiettoria di rientro, e quindi di conseguenza la parata anche in questo caso non potrà essere effettuata in avanti, ma leggermente dietro, maggiormente nel caso in cui il portiere si trovi leggermente avanzato. Spesso in questi casi, soprattutto se la palla oltre a girare scende anche dall’alto, diventa efficace utilizzare la mano di richiamo. (Su Youtube si trovano parecchi esempi di questo tipo: noi ricordiamo alcune parate di Gillet ad esempio)

Pensate che su una domanda analoga alla tua abbiamo sentito rispondere con la seguente frase: “In questi casi il portiere deve attaccare la palla all’indietro”(!), evidente tentativo di forzare una teoria applicandola ad una situazione in cui essa non trova riscontro.


14) Ivan M. : Complimenti per il sito, molto interessante. Da un paio d'anni sono preparatore portieri settore giovanile dilettanti (solo per passione). Guardando libri, siti web ho notato come l'impostazione tecnica sia cambiata rispetto ai miei tempi (tecnica di tuffo, attacco palla) e ho pensato: quanto sono rimasto indietro! Poi anche grazie a voi ho scoperto che forse non tutto quello che si faceva una volta è superato e magari insegnare ai piccoli portieri anche a volare vecchia maniera può essere utile. Però su web e lebri manca la cosa più importante e cioè come insegnare a correggere il gesto tecnico; per questo i vostri commenti sono per me preziosissimi. Pensate di commentare anche le partite dei Mondiali? Potete consigliare qualche libro, dvd, sito utile per imparare la tecnica? Grazie.

Intanto Ivan ti ringraziamo per i complimenti e per averci scritto. L'obbiettivo del nostro sito era quello di "mettere qualche dubbio" per poi ragionarci sopra riguardo la "nuova scuola" che sotto alcuni aspetti non condividevamo. Francamente sul web siti che ti insegnino i gesti tecnici o libri a riguardo ce ne sono pochissimi e non sempre esaustivi. Per di più in generale si trovano almanacchi di esercitazioni e poco altro.
   Per quello che riguarda i Mondiali in Brasile, ci dispiace deluderti, ma non  commenteremo nulla. Ti possiamo dire che stiamo lavorando per far uscire nella prossima stagione un DVD riguardante proprio la tecnica di tuffo del portiere, quindi ti invitiamo di continuare a seguirci!!

  
 13)  Dario: Ciao, vorrei avere un vostro giudizio sulla stagione di Curci. Qua a Bologna molti lo ritengono uno dei maggiori responsabili della retrocessione per via delle papere a inizio campionato. Secondo me invece, soprattutto per quanto riguarda la seconda metà   della stagione, è¨ stato forse il migliore della nostra squadra. Penso che negli ultimi anni abbia un po' perso la condizione fisica e mentale a causa di scarso allenamento e di uno stile di vita non consono a un atleta, ma, negli ultimi sei mesi, l'ho visto molto migliorato e, a mio parere, rimane un buon portiere di serie A.

Su stile di vita e scarso allenamento non entriamo nel merito, pur essendo voci che si rincorrevano soratutto all'inizio della sua permanenza a Bologna. Quanto alla nostra valutazione dal punto di vista tecnico e della stagione, potrai leggerla nel commento dei portieri a fine anno. Ciao e grazie!

12) Michelangelo: Salve, complimenti per il sito che ho scoperto da poco, veramente interessante. si tratta di un approfondimento utilissimo per capire meglio il ruolo e i compiti precisi dei portieri, che tra commentatori e l'ignoranza di noi calciatori sono sempre bistrattati o poco considerati. Mi piacerebbe che per ogni portiere ci fosse una scheda di riepilogo con le caratteristiche precise e, magari, i miglioramenti evidenziati nell'arco della stagione(es. presa, spinta, uscita, etc) grazie! continuate così!

 

Grazie Michelangelo per i complimenti. Valuteremo la tua idea della scheda per ogni portiere (che ovviamente potrà essere solo approssimativa, legata a quello che vediamo durante le partite: solo il preparatore di ognuno dei portieri ha veramente il polso della situazione). Nel frattempo puoi trovare un qualche accenno nell'editoriale, nell'articolo dei commenti di inizio anno su ogni portiere. Ciao| 

1) Mio figlio di 9 anni è troppo basso per fare il portiere? E’ un problema quello dell’altezza?

 In un intervista Stefano Tacconi disse: ‘La rovina dei portieri italiani è stato Sacchi: a lui andava bene anche un palo in porta, bastava che fosse alto…’
Come al solito la provocazione nasconde un fondo di verità. Oggi quando propongono un ragazzino la prima cosa che ti dicono è: ‘è alto, ha il fisico da portiere’.
Noi invece diciamo un’altra cosa: a otto, nove anni non guardate se è alto, guardate se torna a casa dalla scuola tutti i giorni con i pantaloni rotti perché si è tuffato sul cemento!
Oggi l’altezza per arrivare in serie A è indubbiamente importante, anche perché l’altezza media dei giocatori si è alzata, però se osserviamo portieri come Gilet, Ravaglia e Benassi (dai 179 ai 180 cm) possiamo verificare come essi siano migliori di tanti altri loro colleghi. In un editoriale dell’anno scorso avevamo accennato ad un certo portiere tale Jeremie Janot che gioca in Ligue 1 francese ed è alto “appena” 1,76 cm: date un’occhiata su Youtube che cosa è capace di fare.
Un altro punto importante su cui ci ripetiamo spesso è che la capacità di uscire sulle palle alte non dipende dall’altezza ma dalla scelta di tempo.
Per cui, concludendo, diciamo all’amico di non preoccuparsi, a nove anni nessuno sa con certezza a quanto suo figlio arriverà di altezza, assecondi la sua passione lasciando che si diverta senza mettergli troppe pressioni. Che abbia già a quell’età un preparatore dei portieri è assolutamente positivo perché i bambini sono delle spugne e la tecnica di base si apprende in tempi rapidissimi. Verifichi invece una sola cosa: quando gioca contro le altre squadre, gli altri portieri saranno anche più alti, ma sono più bravi di suo figlio?

 

2)  Buongiorno e complimenti per il sito. Nell’intervista a Tagliatatela, lui dice che i portieri sono spesso ‘ibridi’. Cosa intende dire?

 Il discorso verteva sul fatto della tecnica, che oggi non viene curata come una volta, per cui si vedono portieri che nella stessa situazione una volta si comportano o si tuffano in un modo e una volta in un altro. La parola ‘ibridi’ era intesa in questo senso. Ciò è indice di una disabitudine a lavorare sulla tecnica, ma gli interventi vengono effettuati solamente grazie alla reattività d’intervento. Il problema è che senza un’abitudine tecnica consolidata è più facile fare degli errori.  

3) Ciao,ho scoperto oggi qs sito. Perchè non dici che sei? troppo facile parlare da dietro un pc senza esporsi. Comunque condivido con te alcuni concetti altri meno. Quando intervisti veri allenatori dei portieri e non ex portieri che pensano che dopo di loro i portieri italiani sono poco preparati tecnicamente? Nessun grande ex portiere è stato o è un grande allenatore dei portieri. Sono d'accordo con te sull'attacco alla palla. Io dico che non è da insegnare a tutti, ma solo a certi portieri, E’ un modo di interpretare il ruolo e Marchetti. E’ unico in questo. Battara, Vecchi, Di Iorio, Negrisolo... ora abbiamo Filippi, Spinelli ecc.. molto più preparati e che curano molto la tecnica senza essere stati necessariamente portieri di serie A. 
Saluti, Paolo.
 
Ciao e grazie per le questioni che ci consenti di sviluppare.
L’obbiettivo del sito è approfondire quello che osserviamo tutte le domeniche sui campi di serie A perché possa essere spunto di riflessione e ci aiuti nel nostro lavoro quotidiano, sia che siamo allenatori dei portieri che portieri, o anche semplici appassionati del ruolo. Il sito è un sito per addetti ai lavori, per cui i commenti sono esclusivamente tecnici, non “giornalistici”, con ogni affermazione motivata dal punto di vista tecnico. Abbiamo stabilito volutamente che chi segue il sito si debba confrontare esclusivamente sui commenti.
E’ chiaro che si tratta del nostro punto di vista, per cui mi sembra più che normale che tu condivida alcuni punti e non ne condivida altri. Anzi, se vuoi esporre le tue perplessità motivandole vedremo anche come creare situazioni perché ci si possa ulteriormente confrontare.
Quanto alle interviste, l’idea di base che ha portato al sito era l’approssimazione che c’è stata negli ultimi anni e la minore attenzione complessiva sul ruolo del portiere. Intervistare portieri di primissimo piano e del recentissimo passato ci hanno consentito di sentire dalla loro viva voce il confronto tra la situazione attuale e quella di alcuni anni prima, dove effettivamente la cosiddetta ‘scuola’ italiana produceva negli stessi anni manciate di portieri di livello internazionale. Fra l’altro sai anche che dei nostri intervistati la maggior parte sono oggi allenatori di squadre professioniste per cui il tuo commento ci sembra perlomeno ingeneroso.
Concordiamo con te che non necessariamente chi è stato un ottimo professionista sia poi in grado di far con altrettanto profitto l’allenatore perché bisogna avere la capacità di ragionare sulle situazioni ed elaborarle (Sacchi docet). Non per nulla abbiamo evidenziato più volte la differenza tra allenare ed insegnare, che è tutto un altro lavoro.  E’ chiaro però che se alla capacità di elaborare ci si aggiunge poi una grande esperienza, allora si può veramente dare un valore aggiunto.
Continua a seguirci.

 4) Ciao volevo chiederti se potevo farti una domanda personale: ho 21 anni e coi piedi non sono un fenomeno. coi retropasasggi vado in panico ma alla fine me la sono sempre cavata bene spazzando via. E' normale che il mio allenatore e la mia squadra si debbano arrabbiare e mettermi
pressione per questa faccenda del retropassaggio??  

 

 

Non sappiamo a che livello giochi ma è evidente che meno volte alla settimana ci si allena e più bisogna selezionare su che cosa allenarsi, e certe cose come la capacità di giocare con i piedi devono essere messe in secondo piano (meglio parare bene ed essere meno forti con i piedi che il contrario…). Inoltre nelle categorie minori i campi sono spesso irregolari e ciò aggiunge ulteriore difficoltà.

 

 


Ti consigliamo di accordarti con i due laterali esterni in modo che quando ti passano indietro il pallone, si posizionino rapidamente sulla fascia il più indietro possibile in modo che tu possa avere l’alternativa di fintare il rinvio e invece passarla lateralmente al tuo compagno. E’ bene che lo facciano entrambi così da darti anche un’altra alternativa. Con il tempo e l’aumentare dell’intesa, il giocatore che non ti ha passato la palla, quindi quello più lontano, nel momento in cui si posiziona indietro per l’eventuale passaggio potrebbe aiutarti dandoti una voce ‘calcia!’ oppure ‘ci sono!’.
Questo tipo di movimento, in accordo con il tuo allenatore, è bene provarlo qualche volta in allenamento con i tuoi difensori.
Ultima riflessione: se ti passano un pallone rimbalzante, che quindi ti arriva leggermente alto, colpiscila di piatto. Rischi molto meno di sbagliare e la palla viaggia lo stesso.
Da ultimo, se questo rischia di diventare un problema, ogni fine allenamento allenati dieci minuti a calciare la palla con l’altro portiere: i risultati non tarderanno ad arrivare (cosa credi che facciano in serie A nonostante si parli tanto di saper giocare con i piedi se non calciarla lontano il 95% delle volte?).

 5) Nome:Ricky

Buon giorno a tutti! Mi sono imbattuto nel vostro sito per caso, e volevo cogliere l'occasione al volo per farvi i complimenti per la vostra competenza! Finalmente trovo qualcuno innamorato della tecnica del portiere, che sa cogliere la differenza tra un tuffo di pancia (magari efficace, ma personalmente quasi fastidioso da vedere) e un tuffo "di lato" stilisticamente perfetto! E'‰ triste, a mio modesto parere, vedere portieri anche in serie A eseguire gesti tecnici in maniera tecnicamente approssimativa, come fanno certi portieri sudamericani ma anche il nostro De Sanctis. Certo, a tutti i portieri può capitare un intervento "non pulitissimo", ho visto anche Buffon tuffarsi di pancia o uscire "con i piedi" qualche volta, ma da qui a impostare sempre male la parata...

 Grazie dei complimenti Ricky, come abbiamo più volte ripetuto uno degli obbiettivi è quello di cogliere dai ogni grande portiere gli spunti positivi cercando però anche di capire dove il movimento può essere migliorato. La 'piena consapevolezza' di quello che facciamo è il passo fondamentale per poter successivamente migliorare: se non mi rendo conto di come mi tuffo come faccio a capire se sto facendo bene?

Ciao! 

6) Nome: qwerty.
 Vi ringrazio per la competenza che ci offrite e  l'esaustività  delle argomentazioni. Voglio però sottolineare come esacerbiate

leggermente l'essere critici verso il materiale didattico che si trova in giro. E’ pur vero che non si trovino considerazioni puntigliose, ma è spesso
consigliato il piede scaccia piede per spostamenti corti,e il passo incrociato solo per spostamenti lunghi, senza spiegare cosa siano gli spostamenti lunghi (voi giustamente specificate che sono recuperi di posizione). Il concetto di attacco alla palla viene forse un po' accentuato, ma trovo spesso le precisazioni che non si deve attaccare troppo. L'angolo che ritengono corretto è 90° con la traiettoria del pallone, dopodichè si taglia troppo), e che su tiri difficili (a giro o lontani) è impossibile attaccare avendo poco tempo.

Intanto ti ringraziamo delle parole di apprezzamento sulle riflessioni che condividiamo con voi. Facciamo ammenda pubblicamente: hai ragione, siamo un po’ prevenuti sul materiale didattico in commercio, e non rendiamo giustizia al fatto che se ne trova di valido. Sai già che cio’ che critichiamo è che di solito i libri e i dvd elencano una serie impressionante di dati statistici e di esercizi magari su un unico gesto tecnico senza però preoccuparsi di spiegare il ‘modo‘, il ‘metodo’ per insegnare ai giovani portieri a tuffarsi. Se io sono in grado di fare mille esercizi, creativi e diversi ma il tuffo è sbagliato, tutto il lavoro è inutile… 

Detto ciò, accettiamo volentieri le tue considerazioni. Buon lavoro.   

7) Nome: dario.
salve.......ho 18 anni e sono alto 1,87 e sono il 3 di una squadra di vertice di c2....e ovviamente il 1 della squadra berretti...... mi rendo conto che avendo delle leve molto lunghe..... mi creano difficoltà quando vado ad attaccare la palla in avanti... mi vedo troppo lento...come potrei velocizzare il passo......con quale esercizio in particolare?..........vi ringrazio anticipatamente......

Ciao Dario, nella sezione Tecnica puoi dare un'occhiata alle nostre riflessioni sull'attacco alla palla, che a quanto ci racconti probabilmente non collideranno troppo con quelle del tuo allenatore. Detto questo, per un portiere con le leve lunghe la rapidità di gambe è fondamentale. Gli esercizi da fare sono quelli senza palla tipo il cosiddetto 'elastico', con tre birilli a quattro cinque metri l'uno davanti all'altro: parti da un birillo, vai a toccare il primo poi torni correndo all'indietro al birillo iniziale, poi riparti in avanti sul secondo per poi toccare di nuovo il primo e così via. Puoi alternarlo anche ad uno identico, però tornando sempre al birillo di partenza (con corsa all'indietro). 

Questo è solo un esempio ma il vantaggio per il tuo problema è che ti puoi creare le variazioni anche da solo, basta che ci siano rapidi cambi di direzione, in diagonale, in laterale e in avanti (o anche con passettini brevi laterali, è questione di indipendenza e rapidità di gambe). Se riesci a farli con costanza anche solo cinque minuti ma ad ogni allenamento, in tempi brevi ti accorgerai della differenza.

A meno che tu non abbia un altro problema, che forse desumiamo dalla tua domanda. Se il problema è che durante gli esercizi in 'attacco' alla palla con il tuo allenatore, cioè tuffandosi quasi in avanti, non riesci ad intervenire efficacemente sulle palle rasoterra, bè, quello è il classico problema di impostazione sulle palle rasoterra di chi attacca la palla (vedi articolo sulla tecnica). Tu probabilmente posizioni molto in avanti la gamba di spinta (ti trovi cioè come se facessi un affondo in avanti) e a quel punto per tuffarti in avanti ti troverai con tutto il peso sulla punta del piede e sulla gamba piegata. E' chiaro che da quella posizione tuffarsi radente il terreno in avanti è impossibile in quanto l'articolazione della caviglia oltre una certa tensione non può andare. E' un problema di questo tipo di impostazione (consolati pensando al fatto che lo fanno anche certi portieri di serie A): il tuffo andrebbe fatto in laterale. In diagonale in avanti va bene, ma con il corpo e la spinta in laterale.

In ogni caso gli esercizi di rapidità – utili e necessari per tutti i portieri, a maggior ragione per quelli alti - ti aiuteranno tantissimo. In bocca al lupo per la tua carriera!

(8)Nome:Axel

Ciao ragazzi, mi direste cosa ne pesate in generale della
capacità di parare i rigori dei portieri del nostro campionato? Chi è
secondo voi il migliore?
 
Ciao Axel, ti ringraziamo per averci fatto questa domanda cosicchè ne prendiamo spunto per parlare più in generale dei calci di rigore.
In serie A, ma anche in qualche serie minore (B, Lega Pro) esistono numerosi filmati riguardanti le partite delle squadre e più in particolare circa i singoli giocatori. Detto questo possiamo immaginare che alcuni portieri si informino prima, guardando i filmati, dove eventualmente il rigorista della squadra avversaria possa calciare il rigore. Noi abbiamo notato che su 11 rigori calciati contro nel 2012, Mirante li ha intuiti tutti, e ne ha parati ben 7. Allo stesso modo nel medesimo periodo Handanovic ha parato 6 rigori su 10 totali.
Sulla base di tale statistica non possiamo dire che si tratti solo di caso o di fortuna, ma che vi sia dietro un lavoro di osservazione e di studio dei filmati.
Detto per inciso, anche i portieri che giocano nel calcio dilettantistico possono prendere informazioni tramite amici, facebook ecc. su dove potrà tirare il prossimo avversario, tanto più che, più il livello è basso,  più sarà difficile che un tiratore abbia le capacità tecniche per alternare il modo di calciare il rigore.
Vogliamo però precisare, se ce ne fosse bisogno, che le capacità di un portiere non possono essere misurate dai rigori parati, ma dal modo in cui egli si muove nell'area di rigore, dalla personalità, dalla tranquillità e sicurezza che emana, e dalla tecnica.
Altrimenti portieri come Dino Zoff e Zenga, che non paravano un rigore neanche per sbaglio, come dovrebbero essere valutati?  
 
  
 
(9)Nome: Emanuele
Buongiorno, vorrei innanzitutto farti i miei complimenti per
l 'attività che svolgi su questo sito: al termine di ogni giornata
leggendo le valutazioni tecniche sui portieri riesco a migliorarmi di
volta in volta e per questo ti ringrazio.
Scrivo per chiederti un parere tecnico su ciascuno dei seguenti portieri
che non militano nel campionato italiano: Iker Casillas (Real Madrid),
Manuel Neuer (Bayern Monaco), Joe Hart (Manchester City)e Petr Cech
(Chelsea). Inoltre, secondo il tuo parere, qual è il miglior portiere al
mondo attualmente?
Grazie in anticipo e complimenti ancora.
Saluti

Grazie Emanuele per i tuoi complimenti e ci fa molto piacere che riesca a condividere con noi il tuo pensiero e che in qualche modo ti siamo di aiuto per migliorarti, ragionando assieme a noi circa i movimenti dei portieri in questione.
Passando alla tua domanda, riteniamo che fra quelli da te citati, il portiere che assomiglia di più ad un nostro "prototipo" è sicuramente Iker Casillas, nonostante anche lui effettui determinati gesti tecnici, soprattutto per quello che riguarda le uscite a "pallamano" o "a croce" che dir si voglia, che noi non riteniamo affidabili. Inoltre il portiere spagnolo tende a ricadere di pancia dopo il tuffo e questo non ci piace particolarmente. Per tutto il resto lo riteniamo un portiere valido e comunque affidabilissimo.
Per quanto riguarda il concetto di "migliore al mondo" non riteniamo possibile ne tantomeno valido dare un giudizio assoluto, poichè le situazioni di gioco sono "molteplici", altrettanto i "contesti" con cui si raffrontano tutti i portieri. Ogni portiere dovrebbe quindi affrontare la stessa situazione di gioco e dal risultato finale allora si potrebbe giudicare chi si è comportato meglio e di conseguenza chi sia il migliore sotto tutti i punti di vista. Inoltre essendo il calcio non un gioco individuale, come ad esempio il tennis (più uno vince dipendendo praticamente da se stesso, più sale nel ranking, più diventa un giocatore valido) riteniamo non si possa dare un giudizio totalitario di bravura.
Sperando di essere stati esaurienti ti invitiamo nel continuare a seguirci.


Nome: Alberto
Ciao ragazzi, voi che siete molto esperti mi dite cosa ne
pensate dell'ultima moda di Neuer che usa il guanto destro con 4

dita? Pensate che lo possa aiutare o è solo una questione di gusti
personali? Sempre grandissimi!

Abbiamo notato anche noi che in qualche partita Neuer ha usato il guanto con quattro canali solamente. Il dito indice e il dito medio erano fasciati assieme per via di un infortunio in allenamento. Non è una novità: aveva utilizzato un guanto simile anche Casillas poco tempo fa, e ricordiamo anche Toldo, uno dei primi anni all’Inter.
Se sia un vantaggio non lo sappiamo, ma è chiaro che se seguiamo ciò che dice nella nostra intervista Alberto Fontana “più superficie di contatto maggiore grip con il pallone” allora possiamo presumere che possa a portare dei vantaggi per quello che riguarda la presa. Bisognerebbe chiederlo ai diretti interessati!
Grazie e continua a seguirci!

 
Buonasera, leggo spesso i vostri giudizi. Personalmente li ritengo, spesso discutibili e molto coloriti. Innanzi tutto, sarebbe corretto che chi scriva una recensione su un portiere si firmi. Questo perchè chi scrive certe cose dovrebbe assumersi le proprie responsabilità . Seconda cosa, vorrei sapere se chi commenta e esprime il proprio pensiero come verità  assoluta, abbia allenato nei professionisti e se si per quanto tempo e in che categorie. Questo perchè ogni categoria ha le sue difficoltà . Certo di una vostra risposta vi saluto cordialmente. Luca  
 
Caro Luca, grazie per averci scritto anche se non condividi il nostro pensiero. I motivi per cui non ci firmiamo li abbiamo espressi già in questa rubrica, basta che sfogli qualche domanda indietro.

Precisiamo che quelli che tu chiami 'giudizi' in realtà vogliono essere riflessioni sulla tecnica del portiere, ovviamente prendendo spunto da quelle che sono le immagini conosciute e visibili da tutti. Nelle nostre riflessioni seguiamo un tipo di impostazione tecnica ben precisa che abbiamo descritto ampiamente nelle varie rubriche del sito, cercando di motivare con precisione ogni nostra affermazione. E' evidente che si possa dissentire nel modo di vedere le cose – figuriamoci poi quando si parla di tecnica del portiere – però sarebbe utile che chiunque abbia voglia esprima il suo pensiero motivando sempre il perchè la vede in maniera diversa: abbiamo messo la possibilità di inserire commenti in ogni parte del sito proprio per questo. Solo così il confronto sarà veramente utile.

Sul fatto che ogni categoria ha le sue difficoltà siamo pienamente d'accordo, però così come il tiro di collo o lo stop di petto si effettuano nello stesso modo sia tra i professionisti che tra i dilettanti, riteniamo che per la tecnica del portiere sia la stessa cosa. Quello che differirà sarà poi la velocità di esecuzione, la maggior forza esplosiva e tutte quella differenza nelle doti atletiche che il maggior numero di allenamenti (e la qualità degli stessi) il professionismo consente.

Ti ringraziamo per essere intervenuto e ti salutiamo cordialmente. 


 

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