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UNA ANALISI STATISTICA SUI GOL SUBITI DA LONTANO

ANALISI STATISTICA DI LUCA QUEIROLO SUI GOL PRESI DA LONTANO Come abbiamo ripetuto più volte non siamo amanti delle statistiche. Sì, perché esse possono portare a deduzioni...
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28/01/2014

FABRIZIO LORIERI

INTERVISTA  A FABRIZIO LORIERI, PREPARATORE DEI PORTIERI DEL SASSUOLO.  E’ con noi il preparatore dei portieri del Sassuolo, Fabrizio Forieri, che molti ricorderanno, tra le alt...
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Tecnica del portiere

22/08/2017

TECNICA DEL PORTIERE: E’ il doppio impulso che conta? Vogliamo fare una piccola riflessione parlando di insegnamento della tecnica del portiere. Come è facile verificare, le idee d...
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BASTA CHE PARI...

Tecnica del portierePubblicato Lunedì 08/05/2017
BASTA CHE PARI, NON IMPORTA COME…

Confrontandoci con gli addetti e, ancor di più, dando un’occhiata ai blog specializzati sui social, continuiamo a trovarci ancora a discutere con qualcuno (parecchi a dir la verità) che, quando si parla di tecnica, taglia corto con frasi come: “Basta che pari, non importa come…”  oppure come “A me piace il portiere essenziale…”

Se la persona con cui parliamo è un preparatore dei portieri, il primo pensiero che ci viene in mente è:

Questo non ha idea di quello che insegna ai propri ragazzi, se non una sequenza di esercizi scopiazzati qua e là con ostacoli, cinesini gialli e verdi e coni da toccare.
Un buon esempio che può confermare che il preparatore in questione sia di questo tipo è quando ci troviamo di fronte a lui, parlando di qualche ragazzino che allena, dice la seguente frase: “Ah, lui non ne ha colpa…”. In altre parole sostiene che è talmente scarso che non avrà mai possibilità di miglioramento.
 L’esperienza dice il contrario: non diventerà, forse, mai un portiere ma, se chi ci lavora sa quello che fa, migliorerà significativamente comunque.

Se invece chi parla è un portiere:

Possiamo pensare che si tratta di un portiere totalmente istintivo, magari bravo ma che non ha alcuna idea di quello che fa e sopratutto di come lo fa. Lo si può verificare chiedendogli: “come ti alzi in questa situazione?”

Fatta questa doverosa e importante premessa, cerchiamo di spiegare perché la frase “Basta che pari, non importa come…” può essere una frase detta da un giornalista, da uno spettatore o al limite anche da un allenatore di una squadra ma è quantomeno un aspetto negativo se detta da un preparatore dei portieri, di qualsiasi livello.

Immaginiamo una punta non molto tecnica che fa molti gol. Potremmo dire allo stesso modo “Basta che segni, non importa come…”  e magari siamo soddisfatti dei 13/14 gol che ci fa durante un campionato. Ma potremmo allo stesso modo negare che, se avesse capacità tecniche migliori con i piedi e negli altri gesti, forse riuscirebbe a segnare altri 3-4 (e stiamo scarsi!) gol in più all’anno?
Se anche egli abbia un’ottima scelta di tempo sui colpi di testa, se lo portassimo ad avere una elevazione maggiore grazie ad un lavoro coordinativo appropriato e specifico, ne sarebbe avvantaggiato o svantaggiato?
Per il portiere, quei 3-4 gol in più che potrebbe fare questo attaccante, equivalgono a salvare 3-4 gol a campionato (e ristiamo scarsi!) e probabilmente a dare parecchi punti in più alla propria squadra.
 
Detto questo, perché la “gestualità tecnica” risulta fondamentale? Perchè permette di alzare il livello prestativo dell'atleta, sia quello dotato di talento naturale sia quello che risulta meno propenso a livello genetico.  Se il ragazzo geneticamente predisposto risulta già essere bravo, ma con una tecnica limitante, pensate come sarebbe se eseguisse i gesti in modo corretto. Allo stesso modo non credete che un ragazzo meno predisposto naturalmente potrebbe avantaggiarsi se utilizzasse una tecnica efficace?
Geni e tecnica, quindi di conseguenza, portano ad alti livelli il tutto o quantomeno danno una possibilità maggiore per portare lo sviluppo massimo delle proprie possibilità.

***

L’altra frase che proprio non digeriamo è quella del cosiddetto portiere essenziale.
Intanto dovremmo soffermarci su cosa vuol dire portiere essenziale. Se significa portiere che - se non deve - non si tuffa, ma - se c’è necessità - è in grado di volare ed arrivare nell’angolino alto allora siamo completamente d’accordo, ma il dubbio grosso è che quei preparatori che amano il portiere essenziale sia perché non sono in grado di insegnargli gesti tecnici estremi, considerando “per i fotografi” alcune parate…

Prendiamo ad esempio la spettacolare deviazione in volo sul palo di Donnarumma contro la Roma: se il portiere “essenziale” all’occorrenza è in grado di farla, allora piace anche a noi ma se non lo è allora ci permettiamo qualche dubbio.

La parata di Donnarumma, in questo caso, può essere definita “per i fotografi?” oppure “essenziale?”. Noi stessi abbiamo utilizzato la parola “spettacolare” per evidenziare un gesto che è fuori dall'ordinario, ma con ciò non vogliamo dire “inutile” o “plateale”, anche perché risulta totalmente efficace, ma al contrario unico modo per poter arrivare su quella traiettoria.
Se non ci fosse bisogno di buttarsi credete che i portieri professionisti non lo farebbero?
Se voi che leggete pensate al primo portiere definito “essenziale”, chi vi viene in mente? Si esatto, Dino Zoff.
Ma siamo proprio sicuri che gli stereotipi che gli si addicevano come “portiere tutto posizione” (anche il significato di questa definizione sarebbe da valutare al meglio, che vuole dire?), come “portiere poco plateale” siano corretti?
 
Il grosso equivoco che porta a questo pensiero è il seguente:  il portiere essenziale para il parabile e su un tiro come quello dove Donnarumma effettua la parata, egli subisce il gol. Il fatto è che non viene – giustamente – incolpato perché si tratta di un pallone difficilissimo, ma se avessimo un portiere che riesce a far si che alcuni di questi palloni con traiettorie estreme non superino la linea, non lo preferiremmo?
 
Ribadiamo il nostro pensiero: portieri plateali o non plateali non esistono, esistono invece gesti che permettono di arrivare su palloni lontani, che portano a parate importanti, e gesti che invece sono più limitanti. Situazioni in cui serve spingere ed allungarsi al massimo, sfruttando la forza degli arti inferiori e delle catene muscolari dorsali e dei glutei e gesti meno dispendiosi a livello muscolare, meno potenti. Entrambi sono efficaci se usati in situazioni consone.
Riteniamo che il portiere debba essere in grado di svolgerli entrambi ed allo stesso modo il preparatore deve conoscerli.
 
Noi diciamo che il compito dei preparatori non è quello di far fare al portiere parate essenziali, è quello di portarli a gestire con sicurezza l’ordinario ma di portarli a compiere con frequenza anche parate straordinarie, cioè fuori dall'ordinario, e se ci permettete, fuori dal classico essenziale!

Per fare questo bisogna allenarli a questo.


Tutto il resto sono chiacchiere…

 

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